Processo Predieri, arriva la sentenza: non fu schiavitù nè induzione al suicidio

Il 32enne di Senigallia è stato condannato per gli abusi sessuali ai danni dell'ex compagna. Assolto invece per l'induzione al suicidio e la riduzione in schiavitù

Alessandro Predieri

Dopo dieci ore di camera di consiglio è arrivata la sentenza per Alessandro Predieri, il 32enne di Senigallia a processo con l'accusa di induzione al suicidio, riduzione in schiavitù e violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni.

Predieri è stato riconosciuto colpevole solo per i reati di abusi sessuali ai danni della sua ex compagna e per questo dovrà scontare otto anni e sei mesi di carcere. Assoluzione invece, perchè il fatto non sussiste, per gli altri capi d'accusa contestati dal pm Paolo Gubinelli. Era stato proprio il magistrato, al termine della requisitoria, a chiedere per l'imputato 5 anni e mezzo per tutti i capi d'accusa. Il verdetto è arrivato a circa due anni dall'inizio del processo. I suoi avvocati difensori, Massimiliano Cornacchia e Gilberto Gianni, avevano sempre dichiarato la capacità di autodeterminarsi delle due vittime, una di queste diventata poi anche sua moglie. 

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