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Cronaca

Primarie del centrosinistra, Pesaresi: «Ho corso per fare il sindaco, ora serve maggiore coinvolgimento per battere la destra»

Il giorno dopo le primarie del centrosinistra è il momento delle riflessioni. L’avvocato Carlo Pesaresi, sconfitto per soli 45 voti, ribadisce di aver corso solo ed esclusivamente per la fascia di sindaco. Ma suggerisce alla vincitrice, Ida Simonella, di tenere conto di quella parte del popolo di centrosinistra che si è espresso chiaramente

ANCONA - Domenica sera è stato il tempo dell’esultanza, da una parte, e dell’amarezza dall’altra. Ma il giorno dopo, e quelli ancora successivi, sono pieni di riflessioni. La lettura del dato elettorale non è neanche troppo complicata: 1.958 (Simonella) contro 1.913 (Pesaresi). Praticamente l’elettorato di area Pd si è spaccato a metà. E la vincitrice, senza il supporto del suo competitor, non può pensare di andare da sola contro il centrodestra, e contro quel pezzo di centrosinistra con cui non c’è mai stata sintonia: Altra Idea di Città. Tanto più che adesso anche i Verdi si sono tirati fuori dalla coalizione di centrosinistra. Insomma, ricompattare è diventata la parola d’ordine per creare un progetto politico unitario che possa andare alle prossime amministrative senza troppi pensieri in testa. Ma in che modo? Dieci anni fa la sindaca Valeria Mancinelli aveva trovato il modo di portarsi dietro il consenso di Foresi offrendogli un posto in giunta. In questo caso, invece, Pesaresi l’ha detto prima ancora di comuni care la sua campagna elettorale: in caso di sconfitta nessun contentino. E in un certo senso lo ribadisce anche oggi: «Io ho corso per il ruolo di sindaco» ribadisce l’avvocato che, però, a questo punto aggiunge un tassello in più: «ma non mollo il progetto politico, non abbandono il campo». Parole sibilline difficili da interpretare. 

Il segnale

«Il segnale arrivato dalla metà dei votanti alle primarie deve far riflettere - continua Pesaresi - quello che si chiede è chiaramente un cambio di passo». Il refrain di tutta la campagna elettorale dell’avvocato anconetano, già assessore alla cultura in Provincia, ha ruotato attorno al concetto di apertura e maggiore inclusione della città di Ancona. Quasi un monito alla chiusura e all’eccessivo elitarismo della giunta Mancinelli a cui, ad ogni modo, Pesaresi riconosce «il buon lavoro svolto - afferma - a cui aggiungerei una buona dose di maggiore visione sul futuro e una maggiore disponibilità ad aprirsi alle persone e al contatto con chi vive nei quartieri periferici». Anche perchè facendo un’analisi sul voto delle primarie emerge che «nei quartieri più popolosi, come Torrette, Collemarino, Quartieri Nuovi - spiega Pesaresi - ha votato pochissima gente». Segno di una certa disaffezione ai temi della politica cittadina? Oppure distanza nei confronti del centrosinistra che governa la città? Per Pesaresi la ricetta è «puntare sul coinvolgimento della cittadinanza nel disegnare un’Ancona che sappia sognare in grande». Insomma, gli spunti di riflessione non mancano. Adesso toccherà ad Ida Simonella trovare gli strumenti e i modi per ricompattare le due anime del Pd che, a quanto pare, a peso specifico si pareggiano.

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