Jesi, faceva prestiti con tassi usurai: denunciato un bancario in pensione

L'uomo ormai in pensione da tempo non solo è accusato di aver favorito prestiti con tassi usurai, ma avrebbe anche stretto nella morsa del debito un'azienda, poi fallita, in cui avrebbe fatto assumere propri suo figlio

Guardia di Finanza

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona hanno denunciato L.G., ex dipendente di banca jesino in pensione. E' accusato di usura. L’uomo, nel periodo da ottobre 2011 a febbraio 2012, aveva concesso un prestito personale ad una società di Ancona, operante nella produzione di software informatici, per una somma di circa € 110.000, a fronte della quale aveva ottenuto un’ipoteca volontaria, con emissione di due cambiali: la prima, dell’importo di € 170.000, con scadenza 30 settembre 2014 e la seconda, dell’importo di € 50.000, con scadenza il 16 dicembre 2013, per un totale complessivo di € 220.000.

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Le Fiamme Gialle hanno rilevato che il tasso di interesse applicato da L.G., per il finanziamento concesso, è stato pari a circa il 33% annuo, di gran lunga superiore a quello massimo previsto dalla vigente normativa. Infatti, secondo la determinazione degli interessi usurari pubblicati dalla Banca d'Italia trimestralmente, quei tassi d'interesse, superavano dic gran lunga quelli indicati dalle norme. I militari hanno accertato che L.G. aveva chiesto ed ottenuto, dalla società usurata, l’assunzione del proprio figlio.La società usurata è stata dichiarata fallita nello scorso estate dal Tribunale di Ancona, su istanza presentata dallo stesso usuraio, in ragione del mancato pagamento, alle scadenze, delle cambiali ipotecarie. Anche al fine di evitare che L.G. potesse insinuarsi nel passivo della procedura fallimentare, è stata chiesta l’emissione di un decreto preventivo di sequestro per i due effetti cambiari. Accolto. E così il provvedimento, emesso dal Gip di Ancona, è stato subito eseguito dai finanzieri. La fondatezza delle investigazioni è stata attestata anche dal Tribunale del Riesame dorico, che ha rigettato il ricorso presentato dal legale di fiducia dell’indagato. L’operazione del Corpo, che è scaturita dallo sviluppo di una segnalazione di operazioni sospette, ha permesso di colpire un fenomeno estremamente riprovevole quale l’usura che tende ad ottenere ingenti guadagni, sfruttando lo stato di bisogno di soggetti in grave difficoltà.

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