Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Jesi, produzione dimezzata alla Fiat Cnh: presidio dei lavoratori

Cassa integrazione per i lavoratori Cnh. Ad aprile hanno lavorato solo 12 giorni perdendo circa 300 euro. In pochi anni la forza lavoro è passata da 1100 persone a 890; la produzione di trattori è scesa da 33mila a 17mila. I lavoratori chiedono garanzie

Presidio dei lavoratori della Fiat Cnh di Jesi per denunciare la difficile situazione produttiva dello stabilimento. In piazza della Repubblica hanno distribuito volantini ai passanti per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni, affinché quest'ultime siano vicine al lavoro, a chi lo difende a al futuro del territorio. I lavoratori sono in cassa integrazione dall'ottobre 2014. Ad aprile hanno lavorato solo 12 giorni con una perdita in busta paga che si aggira attorno alle 300 euro.

Inoltre, in pochi anni la fabbrica jesina è passata da una forza lavoro che superava le 1100 persone nel 2008, alle 890 attuali. Negli stessi anni la produzione si è dimezzata scendendo da 33mila trattori ai 17mila previsti per il 2015, segnando la produzione più bassa degli ultimi 20 anni. La preoccupazione per il futuro è molto forte. Impiegati e operai, insieme alla Fiom Cgil, chiedono all'azienda garanzie. Incertezza e perplessità riguardano sia l'occupazione che la produzione.

I lavoratori vivono la situazione con ansia. Certo il danno salariale è importante ma al momento sembra fondamentale capire le intenzioni dell'azienda, comprendere quello che Fiat investirà nei prossimi anni sullo stabilimento jesino. «Lo stabilimento- dicono i lavoratori-, è una ricchezza non solo per chi ci lavora ma anche per le ditte esterne e per il territorio, per la Vallesina e per la stessa provincia di Ancona». Giovedì prossimo ci sarà un incontro con la Fiat, e allora forse i lavoratori avranno le risposte che cercano. 

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