Emergenza abitativa: Sel e Asilo Politico organizzano un altro presidio

Crispiani: "Spero di trovarci l'assessore alla casa e l'assessore ai servizi sociali. Al di la del caso singolo, c'è la necessità di occuparsi di tutte le situazioni, anche delle persone che non possono essere sfrattate perché già vivono per strada"

L'emergenza abitativa ad Ancona continua a preoccupare. I dati sono allarmanti e sono sempre più numerose le persone che finiscono in strada a seguito di sfratti. “Nonostante l'organizzazione di presidi, di sit in e di un'assemblea pubblica, l'amministrazione comunale sembrerebbe far finta di niente” fa sapere Sel.

Dopo il presidio anti sfratto dello scorso 8 novembre, martedì 10 dicembre, Sel - Ancona Bene Comune e il Centro Sociale Asilo Politico saranno nuovamente in via Cardeto per bloccare la procedura nei confronti della signora Elisabetta Violet. La donna dieci anni fa occupò abusivamente un appartamento di 46 mq al civico 32, di fronte a quello in cui tutt'ora abita la figlia. La signora corrispose di sua iniziativa fino allo scorso anno, un canone mensile di 80 euro, ma smise di pagare quando la cifra fu alzata a 260 euro, costo insostenibile con la sua pensione minima.

Nel frattempo, il giudice si è espresso a favore dell'Erap pertanto il 10 dicembre tornerà in via Cardeto l'ufficiale giudiziario per lo sfratto esecutivo.  “Questa volta spero di trovarci l'assessore alla casa e l'assessore ai servizi sociali. Ad Ancona sta esplodendo il problema della gente che non ha più una casa dove abitare. Al di la del caso singolo, che va risolto, c'è la necessità di occuparsi di tutte le situazioni, sia degli sfratti che devono essere eseguiti sia delle persone che non possono essere sfrattate perché già vivono per strada- spiega Stefano Crispiani, capogruppo Sel-. Mi aspetto che l'amministrazione prenda consapevolezza dell'emergenza che si è venuta a creare. Occorrono provvedimenti immediati. Le persone che hanno responsabilità in questo settore devono pensare a delle soluzioni per risolvere queste situazioni ormai non più rinviabili”.

“Gli sfratti nella provincia di ancona sono all'ordine del giorno. Rispetto al 2012 sono aumentati del 18%, rispetto al 2011 del 25%- riferisce Silvana Pazzagli, Centro Sociale Asilo Politico-. La caratteristica di questi sfratti è che sono incolpevoli. Sono dovuti alla perdita di lavoro e della sicurezza economica. Si tratta di persone impossibilitate a pagare l'affitto. In Ancona nel 2012 ne sono stati eseguiti ben 180. Vogliono creare una guerra tra poveri: mandare via chi ha bisogno perché la casa è stata assegnata legalmente ad un'altra persona. Tutti hanno diritto ad una casa indipendentemente dalla graduatoria che non va più bene perché è basata sulla composizione sociale di 10 anni fa”.

Sel e il Centro Sociale Asilo Politico chiedono un censimento di tutti gli immobili disponibili del Comune  per ridistribuirli a chi non ha più un posto dove abitare. L'amministrazione, sarebbe in possesso di un patrimonio molto grande tanto che la mappatura risulterebbe difficile. “Gli immobili andrebbero riqualificati e rivalorizzati perché tenerli chiusi, di fronte ad un'emergenza abitativa simile, non ha alcun senso” conclude la Pazzagli.

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