Cronaca

Presenta il conto al cliente che lo picchia, il titolare: «Ora basta, vendiamo»

L'uomo è finito in ospedale con diversi traumi al volto. E questa è stata solo l'ultima angheria patita dalla coppia di ristoratori. Solo un paio di settimane fa, si sarebbero ritrovati in mezzo ad un regolamento di conti tra presunti spacciatori mentre nel locale c'erano i clienti a pranzo

Gianni Gagliardini

Consumano 6 grappe ma quando gli viene presentato il conto protestano e picchiano il ristoratore prendendolo a cazzotti. E’ quanto accaduto a Gianni Gagliardini, titolare insieme alla moglie Elena Balestra del Caffè Time di Montemarciano. Ormai l’ennesimo fatto che vede vittima la famiglia titolare del locale sul lungomare. Infatti lo scorso gennaio proprio Elena Balestra aveva lanciato un video su internet per denunciare 14 furti subiti in 4 anni. Un amaro record. E finché si trattava di furti o qualche minaccia poteva anche passare. Ma ora loro hanno paura e sono pronti a vendere il ristorante. «L’Italia fa schifo - dice amareggiata la signora Balestra - Non si può più lavorare tranquilli. Ci hanno preso di mira per cui ora basta, dobbiamo ricominciare da zero». 

I FATTI. E’ successo tutto venerdì scorso (7 agosto) intorno alle 23:30 quando una coppia di 30enni italiani è entrata nel locale. Prima i due hanno fatto un giro di grappa. Poi un secondo. Poi un altro. Quando si è trattato di pagare, alla cassa c’era una dipendente di appena 22 anni che ha presentato il conto di 18 euro ed è stata subito bersagliata di insulti: “Prostituta”, “Levati dai piedi”, “Non sei capace a fare il tuo lavoro”. E chissà come sarebbe finita per lei, immobilizzata dal terrore, se non fosse intervenuto il titolare dall’altra stanza. Proprio lui, Gianni Gagliardini, che ha invitato i giovani clienti a pagare, altrimenti se ne sarebbero dovuti andare senza farsi più rivedere. A quel punto uno dei due lo ha afferrato per la camicia, lo ha strattonato e poi lo ha colpito al volto. L’uomo è finito in ospedale con diversi traumi facciali. E questa è stata solo l’ultima angheria patita dalla coppia di ristoratori. Solo un paio di settimane fa si sarebbero ritrovati in mezzo ad un regolamento di conti tra presunti spacciatori mentre nel locale c’erano i clienti a pranzo. Ad un tratto un giovane italiano è corso dentro per andare a prendere un coltello da dietro al bancone del bar. Il motivo? Doveva difendersi da una coppia di rumeni che, nel frattempo, avevano irrotto nel ristorante seminando il panico. Lo cercavano, parrebbe, per regolare dei conti inerenti ad un giro di spaccio della zona. In quel caso nessuna violenza, ma è stata un’altra giornata al cardiopalma che poco si addice a chi sgobba più di 10 ore al giorno per mandare avanti un’attività propria. 

«Siamo sempre 4 o 5 ormai perché abbiamo paura a restare soli - prosegue la titolare Elena Balestra - Abbiamo denunciato tutto alle forze dell’ordine ma ormai siamo costretti a vendere per riaprire un ristorante da un’altra parte. Si può vivere così? Prima o poi ci scappa il morto. Ci hanno preso di mira perché ci vogliono fa chiudere. Fino ad oggi abbiamo resistito perché l’attività è la mia ma ora basta. Ricominceremo da zero per una questione di sicurezza e tutela familiare». Dunque i coniugi Gagliardini sono pronti a vendere. Troppe le violenze subite. Fatti che ormai iniziano anche a gettare un alone di sospetto. Il dubbio che non siano tutti fenomeni isolati, magari messi in atto appostamente da parte di chi avrebbe tutto da guadagnare nel far fuggire l’ultima famiglia rimasta a gestire un’attività commerciale di sua proprietà sul lungo mare di Montemarciano.

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