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Foto di repertorio

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Non vedente alle poste per la Spid, le impiegate: «Se non legge non si può fare»

L'episodio è avvenuto ieri mattina alle poste di Ancona. Protagonista Roberta Luzietti che alla fine ha ottenuto l'identità digitale, ma non prima di aver minacciato una denuncia

Ieri Roberta Luzietti si trovava allo sportello delle poste centrali di Ancona con la sua accompagnatrice per richiedere la Spid (l'identità digitale necessaria per accedere a molti servizi online della pubblica amministrazione) ma, una volta avviata la richiesta e in attesa di inviare la conferma dei dati, l'operatrice allo sportello le ha spiegato che non era possibile concludere la procedura dal momento che, essendo non vedente, non poteva confermare direttamente sul tablet delle poste il suo indirizzo mail e il numero di telefono. «Ho dovuto fare "il circo" per farmi dare quella benedetta Spid - commenta la Luzietti - sia la signorina allo sportello che la sua responsabile mi hanno detto che non potevano farmi concludere la procedura, nonostante avessi portato una persona che poteva firmare al posto mio». 

Un evento «increscioso» quello verificatosi ieri in via Largo XXIV Maggio: «Anche se alla fine ho ottenuto quello che volevo - spiega Roberta - mi sono sentita molto a disagio. Addirittura la responsabile mi ha detto che sarei dovuta andare all'Inps e avrei dovuto nominare un tutore per richiedere l'identità digitale. Ma scherziamo? Io non sono mica incapace di intendere e di volere, non ho bisogno di un tutore. A quel punto mi sono indignata e ho minacciato la denuncia. I toni si sono alzati, ho bloccato la fila e, poco dopo, hanno cambiato atteggiamento e mi hanno rilasciato l'accesso». Roberta Luzietti, 52 anni, lavora in Regione da molti anni come centralinista ed è sposata. Suo marito, anche lui non vedente, nei giorni scorsi aveva richiesto la Spid sempre agli stessi sportelli delle poste centrali e l'aveva ottenuta in pochi minuti e senza problemi. «La mia vita è piena e impegnata come quella di tutti gli altri - prosegue Roberta - leggo le mail al computer e i messaggi sul telefono grazie a dei software particolari. Inoltre, se vogliamo dirla tutta, dal 3 febbraio 1975, c'è una legge che decreta il pieno potere di firma dei non vedenti. Ma non era questo il caso, visto che si trattava di una semplice conferma di mail e cellulare». La voce si è sparsa in fretta durante la mattinata e così non si è fatto attendere il commento di Andrea Cionna, presidente dell'Uic Ancona che ha condannato questo tipo di comportamenti in un ufficio pubblico: «E' inaccettabile - ribadisce Cionna - che nel 2020 si debba alzare la voce per ottenere un servizio disponibile a tutti. Anche perché seguendo questa logica non potremmo votare, né firmare davanti ad un notaio e ci dovrebbe essere proibita qualsiasi visita medica che richieda la compilazione di moduli. E invece non è così, ci avvaliamo dell'aiuto di persone fidate che fanno le nostre veci in casi come questi. Basterebbe un po' di cultura in più per non cadere in questi errori». 

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