Porto, riapre la lanterna rossa con una novità: la panchina degli innamorati

A rendere oggi la Lanterna Rossa luogo ancora più romantico contribuirà la "Panchina degli innamorati" che, a forma di mezzaluna, è stata collocata alla base della Lanterna Rossa per far godere comodamente di un panorama unico

Da sinistra: Giampieri, Simonella e Marasca alla lanterna rossa

Martedì 22 marzo 2016 ha riaperto la passeggiata alla Lanterna Rossa dopo i lavori di messa in sicurezza necessari per garantire la massima fruibilità da parte della cittadinanza. I lavori, eseguiti in collaborazione con la Sovrintendenza, sono stati studiati e determinati con il minor impatto visivo per mantenere integra la visibilità del paesaggio, rendendolo il più fedele possibile all’originale. Il camminamento superiore del molo che porta alla Lanterna Rossa, circoscritto nel perimetro con parapetti di protezione, consente oggi di godere di questo scorcio fantastico con l’adeguata sicurezza. «Dopo la riapertura del Porto Antico, dello scorso 26 luglio, il flusso di persone che si reca alla Lanterna Rossa percorrendo il Molo nord è notevolmente aumentato – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Portuale, Rodolfo Giampieri – abbiamo, quindi, ritenuto opportuno e indispensabile l’intervento di una protezione adeguata per poter far vivere in sicurezza uno dei posti più rappresentativi del Porto che appartiene alla storia e alla cultura della città nonché parte integrante della passeggiata sul mare e delle suggestioni di Ancona».

A rendere oggi la Lanterna Rossa luogo ancora più romantico contribuirà la "Panchina degli innamorati" che, a forma di mezzaluna, è stata collocata alla base della Lanterna Rossa per far godere comodamente di un panorama unico che è nel cuore di tutti gli anconetani. Un amore in senso lato, che possa essere anche per il mare, per la bellezza, per i meravigliosi paesaggi visibili da uno dei punti più esclusivi e mozzafiato della città. La forma evocativa renderà ancora più magica l’atmosfera. Posizionata ad ovest e rivolta verso il mare e l’orizzonte, dalla panchina degli innamorati, si potrà osservare i più sognanti tramonti sul mare. La Lanterna Rossa vivrà anche con le nuove dimensioni del Molo nord. Culla della cultura e simbolo della città, la Lanterna Rossa, sarà regolarmente riposizionata dopo la riduzione obbligatoria del Molo che, prevista dal Piano Regolatore a seguito della realizzazione del molo di sopraflutto, servirà ad agevolare e rendere sicure le manovre di ingresso e di uscita delle navi. Anche la balaustra sarà riposizionata e andrà a delimitare il nuovo perimetro del Molo rimanendo immutata la sua funzionalità e la possibilità di camminamento sicuro. La Lanterna è, da sempre, sinonimo di storia, mare, pescatori e ispiratrice di artisti e poeti. E così la Lanterna Rossa del Porto di Ancona fu scelta dal celebre regista Mario Monicelli come set per alcune scene del film cult “La ragazza con la pistola”. Un set a cielo aperto, non solo punto di riferimento storico ma anche utilizzato nel celebre film del 1968, che si guadagnò la nomination agli Oscar come Miglior film italiano, oltre a due David di Donatello e un Nastro d‘Argento, che vide tra gli interpreti, Monica Vitti, Carlo Giuffrè e Stefano Satta Flores. Fu proprio nell’epilogo della pellicola che diventò protagonista la Lanterna Rossa, quando il siciliano Vincenzo Macaluso (Carlo Giuffrè) rincorre il traghetto che porterà lontana la sua amata Assunta Patanè (Monica Vitti). Il porto di Ancona, grazie ai suoi suggestivi e unici squarci paesaggistici e per la forte persuasione e connotazione storica, non è insolito essere attrattiva del grande cinema. Ricordiamo “Ossessione”, tra i 100 film più importanti del cinema italiano, diretto da un altro grande regista, Luchino Visconti, che vide protagonisti Clara Calamai e Massimo Girotti e, per arrivare ai nostri giorni, “Un’anima divisa in due” di Silvio Soldini (del 1993) e “La stanza del figlio”, del 2001, di Nanni Moretti.
 
CENNI STORICI
La Lanterna fu originalmente eretta nel 1784 dall'architetto romano Carlo Marchionni su un disegno di Luigi Vanvitelli, con duplice funzione civile e militare. Lo scopo era quello di indicare ai naviganti l'imboccatura del porto, ma divenne ben presto opera di difesa con la sua batteria che chiudeva verso nord il fronte di difesa marittima.
Nel 1849 era il più potente dei forti a mare. Nell'assedio di quell'anno dette buona prova anche se duramente colpito.
Il 28 settembre 1860 la Lanterna fu protagonista di un episodio che cambiò per sempre la storia della città e anche quella dell'intera nazione. Ancona era ancora occupata quell'anno dallo Stato Pontificio. L'esercito piemontese (altrimenti chiamato Sardo o Italiano) guidato da Enrico Cialdini aveva già vinto a Castelfidardo il 18 settembre dello stesso anno, ma alcuni irriducibili pontifici, tra cui il generale Lamoriciére, erano riusciti a scappare ad Ancona. Il deciso attacco della Marina Sarda aveva già inferto notevoli danni al settore portuale ed era caduto anche il comandante del forte ten. Weštminsthal, sostituito dal ten. Vertex. A questo punto per prendere definitivamente Ancona, la corazzata “Vittorio Emanuele” al comando dell'Albini, compì una manovra audacissima e senza precedenti. Puntando decisamente sulla catena di sbarramento, a 50 metri dal basamento della Lanterna virò di bordo e defilando di fronte alla batteria scaricò i suoi pezzi, contro ogni regola, in movimento colpendo in pieno le casematte della Lanterna attraverso le cannoniere. Pochi istanti dopo si verificava all'interno una fragorosa esplosione che provocò la morte di oltre 100 artiglieri e dello stesso ten. Vertex. La catena di sbarramento si staccava dal suo aggancio aprendo un varco di circa 50 metri che, permettendo il passaggio delle navi, metteva la città sotto tiro ed alla mercè delle forze di terra e di mare dell'Esercito Sardo l'intera Piazza. L'episodio segnò la definitiva capitolazione di Ancona a favore del nascendo Regno d'Italia. Il giorno dopo, il 29 settembre 1860, si firmò a Villa Favorita (alla Baraccola, oggi sede Istao) il definitivo passaggio di Ancona, delle Marche e dell'Umbria al Regno d'Italia, già presagito con la vittoria di Castelfidardo. Veniva quindi così meno quel cuscinetto che divideva il Sud conquistato da Garibaldi con il Nord conquistato da Vittorio Emanuele II. Il primo stralcio di Italia poteva dirsi fatto. L’audacia dell’azione dell’Albini consistette nel provare per la prima volta durante un assedio navale il tiro delle artiglierie con la nave in movimento. Fino ad allora, le operazioni di bombardamento avvenivano sempre con mezzo fermo. La cosa ebbe una così vasta eco che poco tempo giunsero in Ancona emissari della Marina Inglese per studiare “in loco” la tecnica usata dall’ammiraglio italiano.
I danni subiti furono così ingenti che nel 1862 fu decretata la demolizione della lanterna e, nell’ambito del potenziamento della difesa della Piazzaforte di Prima Classe, sul suo basamento fu ricavata una postazione d’artiglieria in barbetta. Dopo alcuni anni di abbandono che seguirono il declassamento della Piazzaforte avvenuto nel 1866, all’inizio del XX secolo divenne sede di una munita batteria che prese il nome di Carlo Cipelli e rimase in funzione fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Durante il periodo tra le due guerre fu dismessa e sulla piattaforma fu costruito un edificio adibito a sanità marittima e così è ancora oggi.  www.isedicifortidiancona.com

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