Terrorismo: maggiore attenzione al porto, ma nessuna allerta specifica

Alla luce degli atti terroristici dei giorni scorsi, è aumentata la sensibilità delle Forze dell'Ordine in quelli che sono considerati punti sensibili, tra cui anche i porti, soprattutto i più importanti dal punto di vista commerciale e turistico

Porto di Ancona

Alla luce degli atti terroristici dei giorni scorsi, si alza la guardia al porto di Ancona. Ma non ci sarebbe l’attesa per un immediato arrivo di jihadisti dall’area dei Balcani attraverso lo scalo dorico, tale da giustificare una vera allerta. E’ quanto trapela da alcune fonti di pubblica sicurezza titolari nelle zone di frontiera di Ancona, tra cui la Capitaneria di Porto e la Polizia Marittima. In sostanza, dopo i fatti di Lione, gli attentati in Tunisia e in Kuwait, nello scalo dorico sono semplicemente aumentati i controlli a campione che i poliziotti effettuano da sempre sui traghetti provenienti dalla Grecia. Certo che ora, vista l’escalation di fatti di sangue provenienti dal mare, oltre a quei classici controlli a campione (generalmente fatti per contrastare l’immigrazione clandestina) ne vengono effettuati altri. Sono controlli più specifici nei confronti di chi potenzialmente risponderebbe all’identikit del foreign fighter: auto europea, residenti stabilmente in Europa con tanto di passaporto, ma che si sposta attraverso paesi di origine come Siria, Iraq, Iran e Pakistan

Lo stesso Prefetto di Ancona Raffaele Canizzaro, ha specificato come porto e aeroporto siano da sempre sotto il costante controllo della Polizia Marittima in quanto naturali punti sensibili del territorio. ha parlato dunque di “massima attenzione" in quanto si tratta di porto internazionale. E’ ovvio che con quello che è successo di recente è aumentato il livello di attenzione e di sensibilità.

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