La tragedia dell'A14, riapre il ponte con un mazzo di fiori in ricordo di Emidio e Antonella

A oltre un anno di distanza è stato riaperto al traffico il ponte sull'A14 il cui crollo fu fatale ai coniugi Diomede

i due sindaci e il momento della benedizione

Un percorso storico, un’antica via romana in cui insistevano pellegrini e monaci quando si spostavano dagli insediamenti sul Conero e dell’Aspio in direzione della Santa Casa di Loreto. La benedizione e il momento di preghiera invocato da don Bruno Bottaluscio in memoria dei coniugi Diomede e di tutte le vittime della strada ha dato un tono di doverosa riflessione e spiritualità al ripristino della viabilità sul cavalcavia 167 in zona San Rocchetto, dove il traffico ha ripreso subito a sfogarsi dopo mezzogiorno, ora in cui sono state tolte le transenne e ripristinata la segnaletica. Presente una folta delegazione dei due Comuni – Castelfidardo e Camerano – che tornano ora ad essere collegati evitando macchinosi e sterili peripli, nonché i tecnici di Provincia e Pavimental. «Nessun festeggiamento, ma una semplice riapertura di un tratto nevralgico che 15 mesi fa è stato teatro di una tragedia: che si sia trattato di errore tecnico, umano o di una tremenda fatalità non spetta a noi dirlo, ma una leggerezza c’è stata e questa vicenda insegna che la prudenza non è mai troppa e la sicurezza va tutelata in ogni modo», ha detto il sindaco Roberto Ascani accompagnato dagli assessori Calvani e Pelati che a nome della comunità fidardense hanno deposto sul parapetto un mazzo di fiori.

«Sono stati mesi duri e di grandi sforzi, di cui ringraziamo la Pavimental che per conto di Autostrade ha eseguito l’opera rispettando i tempi stringenti del cronoprogramma, comprendendo le nostre pressioni e consentendoci lo scorso agosto di ripristinare anche l’asfaltatura di via Giolitti», ha aggiunto Ascani le cui parole hanno trovato pieno riscontro in quelle della collega di Camerano. «Questo è un giorno lieto che ne richiama uno tristissimo – ha detto il sindaco Annalisa del Bello -; si restituisce al territorio un passaggio da est a ovest fondamentale dopo mesi di forti disagi per la popolazione e le attività industriali. La strada di per sé ha il significato simbolico dell’incontro che oggi viene suggellato e rilanciato tra due Comuni confinanti, senza tuttavia dimenticare l’evento doloroso del 9 marzo 2017 che ha coinvolto i coniugi di Spinetoli che ne è all’origine».

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