Sono poliziotti e questa è la loro impresa: «Erano in ipotermia e le abbiamo salvate così»

Sono stati i poliziotti della squadra Volante, diretta dal vicequestore Cinzia Nicolini, ad intervenire quando è arrivata la chiamata di alcuni automobilisti bloccati sotto il ponte di via Caduti del Lavoro

Ecco i poliziotti che hanno salvato le donne sotto il cavalcavia

Basta. Non chiamateli eroi. Gli eroi si impongono all’ammirazione di tutti in casi unici, sono uomini solitari forti dei superpoteri in grado di agire al di sopra delle leggi, sono i semidio della mitologia. Questi invece sono uomini (e in altre circostanze donne) le cui doti sono alla prova ogni giorno, non solo in casi eccezionali. Sono professionisti del soccorso e della sicurezza. Sono poliziotti

Sono stati i poliziotti della Squadra Volante di Ancona, diretta dal vicequestore Cinzia Nicolini, ad intervenire oggi quando, intorno alle 10,50, è arrivata al 113 la chiamata disperata di alcuni automobilisti bloccati vicino al ponte di via Caduti del Lavoro, nella mattinata in cui un bomba d’acqua ha allagato un intero quartiere periferico. «Sotto il ponte c’è un sacco d’acqua, forse c’è una macchina in panne. Venite subito». La centrale operativa della Questura di Ancona ha così inviato sul posto tutte le pattuglie in zona, al cui interno c’erano loro: il vice ispettore Benedetto Fanesi, l’assistente Capo Pietro Golia, l’assistente Marco Cropo, l’assistente Diego Ravarelli, l’agente scelto Andrea Fioretti, l’agente scelto Simone Cingolani. E’ stato proprio quest’ultimo ad intervenire per primo. «Quando sono arrivano sul posto e sceso dalla volante ho visto l’auto, ho visto le dita aggrappate al montante della macchina, non c’era tempo da perdere, mi sono tolto il cinturone e sono entrato in acqua». Simone ha guidato la testa di un gruppo sincronizzato a formare una catena per tirare via quelle donne vicine al peggio. Simone prima è entrato nel liquido torbido e poi si è tuffato per raggiungere la macchina dentro la quale madre e figlia, rispettivamente sugli 80 e 50 anni, stavano annaspando con il mento attaccato al tettuccio.

Mancano pochi centimetri prima della tragedia. Ma sui sedili posteriore c’era un seggiolino per bambini. Il dubbio, atroce, che un bimbo fosse sommerso, ha portato l’agente a spaccare il vetro con lo sfollagente ma per fortuna quel seggiolino era vuoto. E così è tornato dalle donne, già in ipotermia. Hanno aperto la portiera facendo perno con le gambe sulla portiera posteriore, cercando quell’effetto ventosa che ha poi spalancato la portiera dopo un notevole sforzo congiunto con gli altri colleghi. Poi la catena degli agenti di Polizia ha accompagnato via dal vortice d'acqua prima la più giovane. Solo dopo la più anziana, paralizzata dal panico e aggrappata al volante come fosse la vita, ma la vita era dall’altra parte. «Non ricordo cose le ho detto ma ha funzionato, si è fidata, si è lasciata andare e l’ho portata verso il mio collega più prossimo» ha spiegato Cingolani. Li chiamano eroi, anche se quei 6 poliziotti hanno salvato due vite con la forza dei muscoli e il coraggio dell'esperienza. 

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