Montacuto, Polizia Penitenziaria sotto sfratto: l'intervento del Cosp

O pagano gli affitti arretrati o si ritroveranno senza alloggio. Non si spegne la protesta degli agenti di custodia in servizio a Montacuto. Il sindacalista Mastrulli scrive a Roma

Il carcere di Montacuto

Il lavoro in carcere e l'alloggio in caserma da pagare di tasca propria. Con tanto di pressioni per il pagamento o, in caso contrario, di sfratto. È la situazione denunciata da Domenico Mastrulli, segretario nazionale del Cosp, Coordinamento Sindacale Penitenzario, riguardo al carcere anconetano di Montacuto. Il Cosp, che già aveva manifestato sotto la casa circondariale dorica, ha scritto al direttore generale dell'amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa, per cercare di risolvere la questione. Oltre a questo circa 30 agenti, nei giorni scorsi, si sono visti recapitare una missiva dal contenuto piuttosto esplicito: o si pagano i canoni arretrati o l'alloggio viene confiscato. Il discorso non è tanto economico. Il canone che l'amministrazione chiede agli agenti è di circa 38 euro al mese. 

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La protesta però non scatta per la cifra in sé. La legge lo prevede ma al cospetto di alloggi vivibili. Condizioni che hanno portato alcune carceri italiane a non chiedere un centesimo agli agenti che vi prestano servizio. Nel caso dorico gli agenti lametano da tempo di vivere in condizioni per nulla dignitose. Si parla, tra le altre cose, di assenza a intermittenza di acqua calda e di malfunzionamento delle docce. L'amministrazione è però irremovibile: la stanza va pagata. «Auspico – dice Mastrulli - una rivalutazione dell'intera vicenda da parte della dirigenza penitenziaria marchigiana. Lo auspichiamo come senso di vicinanza al proprio personale e alle criticità economiche che lo stesso patisce dla 2009 dal mancato rinnovamento economico contrattuale e dalla stretta sulle risorse, straordinari e missioni che continua a mietere dissensi».

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