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Nicola De Filippis

Nicola De Filippis

Penitenziaria, festa e allarme: «Preoccupante rischio di radicalizzazione terroristica»

L’innalzamento del livello di allerta è stato segnalato durante la cerimonia per il 201 anniversario del Corpo. Criticità di personale e sovraffollamento rendono la sfida ancora più delicata

La Polizia Penitenziaria compie 201 anni, ma la cerimonia mattutina nel carcere di Montacuto ha fatto da cornice a una festa a metà. Numeri impietosi per gli agenti impegnati nei due carceri anconetani, sia dal punto di vista dell’organico che della popolazione carceraria da sorvegliare, con il rischio sempre dietro l’angolo della radicalizzazione terroristica tra detenuti. Quanto denunciato dal SAPPE ha trovato conferma nell’intervento del Commissario Capo Nicola De Filippis durante la ricorrenza. Gli agenti vigilano su 310 detenuti contro i 257 posti disponibili con una pianta ridotta all’osso: «Rispetto alle 176 unità previste ce ne sono 115, manca cioè un terzo del personale. Il numero è insufficiente rispetto ai flussi ordinari e le necessità imposte dall’arrivo degli arrestati nella provincia di Macerata dopo la chiusura del carcere di Camerino. L’adeguamento degli organici in linea con le nuove funzioni risulta indispensabile- ha proseguito De Filippis- a partire dal sempre più preoccupante rischio di radicalizzazione di matrice terroristica». 

La cerimonia si è svolta in modo sobrio alla presenza del vicesindaco Pierpaolo Sediari, il Questore Oreste Capocasa, il Procuratore Generale presso la Corte D’Appello Sergio Sottani e il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mastrovincenzo. Cerano anche i direttori di Montacuto e Barcaglione, Santa Lebboroni e Maurizio Pennelli oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.  All’intervento di De Filippis è seguito quello della direttrice del carcere di Montacuto, Santa Lebboroni, che ha annunciato il prossimo accorpamento direzionale delle carceri anconetane: «Entro l'anno dovrebbe concludersi la procedura per la creazione dell'unico centro gestionale per Montacuto e Barcaglione» ha spiegato prima di affrontare l'argomento del personale: «Le differenti aree di competenza dell’istituto penitenziario soffrono tutte di carenza di organico aggravatasi nell’ultimo periodo per diversi  motivi e si è assistito anche all’aumento della popolazione detenuta, ma ciò nonostante l’impegno e la dedizione hanno fatto sì che i risultati non venissero meno». Sulla riduzione di personale di Polizia Penitenziaria la Lebboroni ha spiegato che: «E’ dovuta soprattutto a distacchi e trasferimenti in uscita e ha comportato una contrazione di posti di servizio aumentando i compiti assegnati a ciascuna unità». Il bollino diventa sempre più rosso quando parte del personale viene impiegato nei servizi di sorveglianza, ad esempio per il piantonamento di detenuti in ospedale. In quei casi, nelle ore notturne, può capitare che un solo agente diventa responsabile di ben 6 sezioni, ovvero di 300 detenuti dislocati su tre piani. Al personale capita anche di dover allungare l’orario di lavoro oltre le 9 ore o di saltare il riposo settimanale. Personale in sofferenza anche a Barcaglione con 53 unità rispetto alle 63 previste dalla pianta organica. 

Sono stati 644 gli ingressi a Montacuto nell’ultimo anno a fronte di 243 scarcerazioni e sono state concesse 20 misure alternative alla detenzione oltre a 27 permessi premio. Tra i 310 detenuti di Montacuto, 3 lavorano esternamente al carcere, 5 si trovano in stato di semilibertà. Complessivamente gli stranieri sono 214 e 124 hanno problemi legati alla tossicodipendenza e problemi psichici. A Barcaglione i detenuti sono 76 (59 italiani e 17 stranieri) che si dedicano alla produzione di miele olio, miele, birra artigianale e alla cura dell’orto. Nel corso dell’anno sono stati due i decessi in carcere: uno per cause naturali e l’altro dovuto alla pratica dello “sniffing”, diffusa tra i tossicodipendenti, che prevede l’inalazione di gas come forma di sballo immediato ed economico. 
 

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