Situazione polizia penitenziaria, tutte le criticità in un atto da presentare in consiglio

E’ il quadro che emerge dal nuovo incontro promosso dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, per fare il quadro della situazione sulle problematiche legate all’attività della polizia penitenziaria negli istituti carcerari marchigiani

Summit organizzato a Palazzo delle Marche dal Garante Andrea Nobili, presenti le organizazioni sindacali, il Presidente dell’Assemblea legislativa ed il consigliere Elena Leonardi. Da parte di Mastrovincenzo la proposta di raccogliere tutte le istanze per una discussione in Aula e l’invio di una lettera al nuovo Provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Emilia Romagna e Marche, Gloria Manzelli Un crescendo di criticità  alle quali è sempre più difficile far fronte. E’ il quadro che emerge dal nuovo incontro promosso dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, per fare il quadro della situazione sulle problematiche legate all’attività della polizia penitenziaria negli istituti carcerari marchigiani.

Una riflessione a voce alta che ha registrato la partecipazione del Presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, del consigliere regionale Elena Leonardi e per le organizzazioni sindacali  di  Maurizio Gabucci (Fns – Cisl) , Gianluigi Irmici (Cgil – Pp), Luigi Brunto (Sappe), Vincenzo Marino ed Anna Grasso (Ugl). Come delineato dal Garante, e confermato nei successivi interventi, si registra un sovraffollamento crescenze e carenze di organico su cui pesa l’incognita dei tempi per la messa a concorso dei nuovi posti necessari; condizioni strutturali ormai al limite, come nel caso dell’istituto di Fossombrone per cui sono state stanziare le risorse economiche, ma i lavori tardano ad essere avviati per questioni di tipo burocratico;  mancanza degli indispensabili supporti anche in ordine ai mutamenti intercorsi nella composizione stessa della popolazione carceraria.

Accanto a questo, la questione delle attività trattamentali sulla quale ha pesato la mancanza sostanziale di fondi. “Soltanto con l’ultimo assestamento di bilancio - come specificato dal Presidente del Consiglio - è stato possibile rifinanziare la legge del 2008 con una dotazione pari a 220.000 euro. Una prima risposta, seppur non esaustiva, ad una situazione estremamente complessa”. Ma il vero problema, secondo il Garante,  è ancora una volta la marginalizzazione politica ed istituzionale in cui vengono a trovarsi le Marche. “La nostra è sempre stata considerata una regione di fascia B. Siamo stati gestiti addirittura da un Provveditorato che ha fatto fronte contemporaneamente ad altre quattro regioni. E’ ora di uscire da questo stato di cose”.

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