rotate-mobile
Cronaca

«Esserci prima», parte la task-force anti gang nelle zone più critiche 

Presidiare il territorio, oltre il semplice controllo, con pattuglie dedicate per «esserci prima» degli eventuali problemi di sicurezza. Il piano anti-gang della Questura è partito questa mattina

Presidiare il territorio, oltre il semplice controllo, con pattuglie dedicate per «esserci prima» degli eventuali problemi di sicurezza. Il piano anti-gang della Questura è partito questa mattina. Dalle 7 all’una di notte, fino a data da destinarsi, poliziotti in divisa si daranno il cambio in presidi stabili nel centro città. Le unità stazioneranno nelle zone ritenute più critiche per la sicurezza o il decoro, in alcuni casi anche h24. «E’ un modo per prevenire comportamenti penalmente rilevanti o atti di inciviltà contro la sicurezza e il decoro- ha spiegato il questore Cesare Capocasa- il semplice controllo, con la pattuglia che passa e se ne va, non è esaustivo. Spesso interveniamo quando il fatto è già stato commesso, anche individuando i responsabili, ma adesso è arrivato il momento di agire prima e di far capire che “non è più il caso” e che “qui ci si deve dare una calmata”». 

Il piano di sicurezza

Le pattuglie, composte da due agenti, verranno dislocate in zone specifiche, tra cui il Piano e le piazze del centro città come piazza del Papa, piazza Cavour e piazza Roma. Le unità, in pratica, saranno presenti nelle zone "calde" prima ancora dell'eventuale chiamata al 112. «I turni verranno pianificati in base alle maggiori sensibilità, magari la mattina si sta al Piano per poi spostarsi a una certa ora del week-end in piazza del Papa. Il concetto è quello di stare sul campo a priori- spiega Capocasa-  i poliziotti saranno in divisa, lavoreranno in sinergia con le unità cinofile, UOPI e il reparto di prevenzione crimini di Perugia, di cui ho chiesto la presenza per almeno 4 mesi. Il piano sarà integrato anche dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza, perché è condiviso con la Prefettura e in sinergia con le altre forze dell’ordine. Le pattuglie saranno chiamate a lavorare in modo differente dal semplice controllo, resteranno sul posto e quando vedranno aggregazioni strane dovranno capire cosa sta succedendo. Dovranno anche evitare che le aggregazioni si concentrino troppo, perché poi sarebbe un problema gestirle. Al calar della sera si accenderanno i lampeggianti- continua Capocasa- perché vogliamo che si percepisca anche visivamente la nostra presenza di sicurezza. Se ci siamo noi, mi auguro che chi non ha ancora compreso le regole di civile convivenza cominci a farlo. La nostra presenza deve essere un deterrente e un invito a priori a cambiare atteggiamento». E dall’una di note in poi? «In alcuni casi le pattuglie arriveranno fino alle 7 del giorno successivo- aggiunge Capocasa- ma solitamente dall’una in poi non ci sono particolari problemi». Il servizio, spiega il questore, non sarà sostitutivo bensì andrà avanti parallelamente al controllo del territorio in forma tradizionale. Da domani, invece, prenderà servizio il poliziotto di quartiere: «E’ un servizio distinto da quello del presidio- spiega Capocasa- non è iniziato oggi per ragioni logistiche, ma abbiamo già trovato tra il personale quelle che, secondo noi, sono le risorse adatte a questo compito». 

I risultati 

«Fino ad oggi le situazioni pregresse che sono state particolarmente rilevanti sono stati emessi 22 fogli di via e  denunciate 19 persone- ha spiegato il questore- Complessivamente sono stati 14 i Daspo urbani, cioè il divieto di accesso alle zone dove si sono manifestate quelle situazioni. Sono stati chiusi due esercizi pubblici».  


 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Esserci prima», parte la task-force anti gang nelle zone più critiche 

AnconaToday è in caricamento