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Carlo Pinto e Cinzia Nicolini durante la presentazione del calendario

Carlo Pinto e Cinzia Nicolini durante la presentazione del calendario

Calendario della Polizia 2017, gli scatti di Berengo Gardin per l'Unicef

La tecnica del bianco e nero del maestro di Santa Margherita Ligure ha immortalato i diversi reparti della Polizia. Le foto a favore del progetto: "Libano-Youth and Innovation"

Il calendario della Polizia di Stato 2017 è stato realizzato dal fotografo Gianni Berengo Gardin. Quest’anno gli scatti, che hanno il compito di ritrarre il delicato ruolo degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, sono stati affidati alla straordinaria professionalità del fotografo di Santa Margherita Ligure. La tecnica del “bianco e nero” di Berengo Gardin ha immortalato i diversi reparti della Polizia, evidenziando le emozioni e le passioni di chi tutti i giorni offre il proprio impegno al servizio del cittadino.

Dallo sforzo straordinario nella gestione del flusso migratorio alla vicinanza per le fasce più deboli della società. Il maestro, che durante la sua carriera si è occupato di fotografia di reportage, d’indagine sociale, di documentazione di architettura e descrizione ambientale è autore di indimenticabili foto “in bianco e nero” realizzate con macchine fotografiche a pellicola. Berengo Gardin è tra i pochi a ricercare l’autenticità degli scatti non avvalendosi delle recenti tecnologie digitali. Con la dicitura “vera fotografia”, che viene apposta dietro le fotografie sviluppate con l’assenza di manipolazioni, il maestro regala opere uniche e di eccezionale suggestione. Gianni Berengo Gardin è rappresentato dall’Agenzia Contrasto.

Il suo archivio è gestito dalla fondazione Forma per la Fotografia. Anche quest’anno la realizzazione del calendario della Polizia di Stato ha trovato la partnership di Unicef. Il ricavato della vendita verrà, infatti, devoluto al Comitato italiano per l’Unicef Onlus per sostenere il progetto “Libano – Youth and Innovation” finalizzato a promuovere, nel paese, l’integrazione sociale ed economica dei giovani a rischio. Il progetto coinvolge giovani libanesi vulnerabili, rifugiati siriani e palestinesi, di età compresa tra i 12 e i 24 anni e si basa sul principio “For Youth by Youth” ovvero la formazione tra pari come metodologia più efficace per il trasferimento delle conoscenze, delle competenze e per l’individuazione di soluzioni a problematiche locali.

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