Cronaca Quartiere Adriatico / Corso Giovanni Amendola

Pistola puntata contro i commercianti, la lavandaia terrorizzata: «Sono rimasta di ghiaccio»

Un giovane studente accompagnato da un amico ha puntato la pistola contro diversi commercianti e un mendicante. Le loro testimonianze

Giuliana Giacomini

«Sono rimasta di ghiaccio, a vederla era come una pistola vera». C’è ancora il terrore negli occhi di Giuliana Giacomini, 71 anni, titolare della lavanderia Tic-Tac di Corso Amendola. E’ stata lei questa mattina, dopo essersi trovata faccia a faccia con il giovane che dall’altra parte della vetrina le ha puntato addosso una pistola giocattolo, a chiamare i carabinieri. Erano le 11,30 circa quando il giovane, accompagnato da un amico, si è fermato davanti alla vetrina difronte al bancone e ha estratto l’arma priva del tappo rosso. Giuliana in quel momento stava controllando dei documenti: «Ho visto un ragazzo fuori che mi ha puntato contro la pistola scura, aveva il giaccone beige con un cappuccio. Avrà avuto tra i 25 e i 30 anni, io sono rimasta di ghiaccio, mi ha preso un colpo, poi sono uscita ma non l’ho visto più. Sono stata io a chiamare la polizia, a cui ho descritto quel ragazzo, poi la segnalazione è passata ai carabinieri che sono arrivati». 

Lungo corso Amendola c’è stata una buona mezz’ora di terrore, perché dopo aver minacciato la titolare della lavanderia il ragazzo e l’amico hanno attraversato la strada fino ad arrivare all’ingresso del supermercato Tigre per puntare l’arma giocattolo contro la fronte di un mendicante. La scena è stata vista Loredana, una passante: «Ero davanti alla vetrina del bar e ho visto i due ragazzi. Quello con il giaccone marrone aveva il cappuccio tirato su e aveva la mano dietro alla schiena con cui teneva la pistola. Ha attraversato la strada, è andato verso il supermercato dove stava il ragazzo di colore e gli ha puntato la pistola davanti alla faccia. Poi li ho visti entrare entrambi dentro al Tigre, ma nel frattempo erano stati avvisati i carabinieri. Quando sono usciti hanno attraversato nuovamente la strada, sono rimasti davanti alla vetrina della tabaccheria come se nulla fosse finché non sono arrivati i carabinieri». 

A capire subito che l’arma non era autentica è stato Antonio, titolare della pescheria che fa angolo con via Cadorna. Anche lui si è trovato i ragazzi fuori dalla vetrina con uno dei due, sempre quello con la giacca marrone, che puntava la pistola dritta verso di lui. Stavolta aveva il volto scoperto: «Si vedeva che era un’arma giocattolo e che non faceva sul serio- racconta il commerciante- ridevano, sghignazzavano e facevano il verso dello sparo con la bocca, io ho urlato “ma che vi siete fumati?” poi sono andati via subito, il suo amico fumava e camminava, non hanno neppure provato a entrare». 
 

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