Tra volantini e petizione, favorevoli e contrari: ecco la pista ciclabile della discordia

Una raccolta firme per fermare il cantiere per la realizzazione del tratto Centro – Villanova della ciclovia ma anche i commercianti sono divisi

un tratto di via Bixio con la nuova disposizione dei parcheggi

«Io con quella petizione non c'entro niente. Hanno inserito il nome del mio locale tra i punti dove poter firmare senza avermi prima chiesto se ero d'accordo o meno con l'iniziativa». Maurizio Romiti, titolare del Caffè Rococò di via Bixio ha appeso anche un cartello sulla vetrina della sua attività per informare la clientela che “non è possibile firmare la petizione perché non è stata data alcuna disponibilità al riguardo”. Indicazione, per prendere le distanze, divenuta necessaria all'ennesimo avventore entrato solo per la firma anziché per una colazione o un aperitivo. Il nome del Rococò è infatti finito in un volantino distribuito tra le case come punto per raccogliere le firme. «La pista ciclabile? Che vi devo dire. Avrà pro e contro – commenta Romiti – intanto però la via sembra più ordinata e la vista verso piazza Mazzini è migliore: si crea maggiore continuità. I posti auto? Quelli saranno recuperati, il vero problema di questa zona è la poca illuminazione e il fatto che tutte le iniziative vengono fatte tagliandoci fuori».

Alla pizzeria GiStar, sempre in via Bixio, sono invece sul fronte del no. «Che senso ha - si chiede la titolare Elisa Starinieri - una pista ciclabile che inizia e finisce in centro senza sapere quando si avrà un collegamento con gli altri tratti? Tra l'altro la strada è molto stretta. Le auto che svoltano da via XX Settembre invaderanno la ciclabile diventando un pericolo per chi la percorre. Senza contare che così, anche volendo, non potrò mai installare un dehor della mia attività». Due opinioni contrapposte a distanza di neanche 100 metri sono il termometro cittadino di un'opera che divide le coscienze e che, presto, probabilmente, diventerà terreno di scontro della campagna elettorale.

Da Falconara alle Grotte di Frasassi

Il tratto in questione rientra in un progetto più ampio di collegamento tra la costa e le Grotte di Frasassi. Nei mesi scorsi è stato firmato un protocollo d'intesa tra 18 Comuni della Vallesina, Legambiente e la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) che prevede la realizzazione di questo tracciato turistico. Falconara, che già aveva a disposizione un collegamento con Chiaravalle (via Fiumesino con ponte sul fiume e poi su attraverso il parco del Cormorano) si è aggregata al gruppo. La stazione ferroviaria può diventare la partenza dei cicloturisti. Il tratto del centro avrà due direttrici. Una di andata lungo via Bixio (costo 43mila euro, di cui circa 32mila di fondi Aerca, il resto comunali) e uno di ritorno sulla parallela via Marsala (circa 20mila euro dalle casse comunali). Entrambi si collegheranno con il già esistente sottopasso pedonale per Villanova (in fondo a via Bixio). E per arrivare a Fiumesino? Occorrerà attendere i lavori del bypass. Quando Italferr, braccio operativo di Rfi, avrà terminato lo spostamento dei binari e degli scali merci, metterà a nuovo anche il tratto di Flaminia e, in quell'occasione, allestirà il collegamento. Nel progetto comunale è inserito anche un sottopasso pedonale e ciclabile all'altezza dell'ex caserma Saracini, recuperando il tunnel già esistente utilizzato in passato dai militari in libera uscita.

C'è anche la Ciclovia Adriatica

Sul piatto di portata ci sono 4 milioni di euro di Fondi europei di sviluppo regionali, i famosi Fesr, per i Comuni marchigiani della costa. Obiettivo, condiviso dalle Marche con tutte le altre regioni adriatiche, arrivare a un percorso da Trieste fino a Santa Maria di Leuca: 1.300 chilometri di tracciato per rientrare nella rete ciclabile europea Eurovelo. Falconara vuole sedersi al tavolo insieme agli altri costieri dei 190 chilometri marchigiani. E attingere a un finanziamento importante (il 75% della spesa) per collegarsi ad Ancona e a Marina di Montemarciano.

La petizione

«Non è con la costruzione di 400/500 metri di pista ciclabile che si rende il centro più vivibile e meno inquinato. Il progetto non dà soluzioni efficaci per il recupero ambientale del centro. Una città come Falconara ha ben altri problemi». Inizia così la raccolta di firme contro la ciclabile, firmata a nome dei residenti di via Bixio, via Marsala e limitrofe per dire no al progetto. Sotto accusa, soprattutto, l'atavica mancanza di parcheggi che, secondo gli organizzatori della petizione diminuiranno ulteriormente. «La realtà che soffriamo da anni è che il centro sta morendo. La costruzione della pista comporterà mancanza di nuovi investitori in attività produttive. Chi andrà ad aprire un'attività se si trova davanti una pista e non vi sono parcheggi sufficienti? Già i negozi in gran parte hanno chiuso e in queste condizioni continueranno a chiudere». Insomma, la pista andatela a fare da un'altra parte. I firmatari lamentano inoltre poca informazione e trasparenza anche se, a onor del vero, il progetto non è cosa nuova: i percorsi di piste ciclabili tra Falconara, Fiumesino e Castelferretti erano scritti nero su bianco nel programma elettorale 2013 presentato dal sindaco Brandoni alla caccia del secondo mandato e il tratto contestato è stato anche illustrato di recente durante gli incontri aperti per l'istituzione del centro storico. Nonostante tutto, la confusione non manca: c'è chi pensa che via Bixio ospiti due corsie di ciclabile (in realtà sarà 1,5 metri dal marciapiedi, lasciando spazio per la carreggiata delle vetture). Più concrete le apprensioni per quanto riguarda la sicurezza. Inizialmente la pista non sarà divisa con un cordolo dalla strada normale. Punto già discusso in giunta ma per il quale, al momento, non bastano i fondi. Eventuali migliorie, ad ogni modo, dicono dall'esecutivo falconarese, saranno valutate in seguito.

La difesa dell'assessore

Dal 2008, anno in cui il sindaco Brandoni gli ha affidato la delega ai Lavori Pubblici (poi confermata nel 2013) l'assessore Matteo Astolfi persegue il progetto di collegare i vari quartieri con tratti ciclabili. Da subito dando seguito a una progettazione finita nel cassetto per la realizzazione del ponte di legno sul fiume Esino collegandolo con la già esistente pista verso Chiaravalle via parco del Cormorano. E poi inaugurando altri tratti sulla sponda sud del fiume, lungo via del Fossatello, fino ai confini con il Comune di Chiaravalle. «Nel corso delle ultime settimane – scrive l'assessore in una lettera aperta ai cittadini - sono circolate molte informazioni errate o distorte che hanno rappresentato un quadro non veritiero e incompleto della situazione tanto da produrre numerose lamentale e attacchi strumentali, molti dei quali con finalità meramente propagandistiche. La nostra città doveva decidere se partecipare al progetto del Distretto cicloturistico della vallata dell'Esino come luogo di partenza del percorso ciclabile oppure lasciare spazio e il ruolo di capofila di questo importante progetto turistico a Marina di Montemarciano. Questa amministrazione ha voluto partecipare attivamente per cogliere un’opportunità di rilancio e rivitalizzazione del turismo cittadino con un progetto dal respiro nazionale ed europeo. Conseguentemente una volta deciso, a mio avviso giustamente, di essere protagonisti in questo ambizioso progetto, dovevamo individuare un tragitto della pista ciclabile, che potesse unire la stazione ferroviaria alle esistenti piste ciclabili lungo il Fiume Esino».

Il nodo parcheggi

«Il punto su cui l'amministrazione comunale, e io in prima persona in qualità di assessore, non poteva transigere – prosegue Astolfi - era il mantenimento del numero di posti auto già presenti in centro. Tutti i parcheggi di via Bixio diventeranno a spina di pesce sul lato a monte, mentre sul lato mare sarà realizzata la pista ciclabile adiacente al marciapiede esistente: in tale modo sarà reso molto più sicuro il transito dei pedoni sulla destra. La larghezza della carreggiata sarà maggiore rispetto alla larghezza attuale nel tratto di strada tra le vie XX Settembre e Fratti. Per poter sopperire alla piccola riduzione di posti auto lungo via Bixio, verranno messi a spina di pesce anche i posti auto su un solo lato nelle traverse delle vie Fratti, Corridoni e Amendola, dato che la ampia larghezza di queste strade lo consente».

«Il risultato finale è che il numero dei posti auto rimarrà invariato. Gli obiettivi sono di collegare la città con la natura lungo il fiume, inserirci in un percorso che sarà pubblicizzato in tutta Europa con la nostra stazione punto di partenza, avere una via Bixio più sgombra di auto e una città più a misura d'uomo. Questo collegamento sarà anche il primo tratto della pista ciclabile che nel prossimo futuro collegherà il centro di Falconara con il centro di Castelferretti» conclude l'assessore.

Mezza giunta in piazza

Proprio Astolfi questa mattina si è fatto vivo in centro per verificare lo stato dei lavori. Con lui c'erano anche il vicesindaco Stefania Signorini, candidata in pectore per la maggioranza uscente alle prossime elezioni comunali, e l'assessore all'Urbanistica Clemente Rossi. Con l'eco delle polemiche arrivato anche al Castello, una passeggiata in centro per testare la temperatura si è resa necessaria. Di certo la tempistica dell'opera non è favorevole. Con la tornata elettorale a circa sei mesi di distanza la situazione è in fermento. Il clima in ascesa verso le alte temperature. Un tema come questo della ciclabile può diventare terreno di scontro tra opposti schieramenti. Un po' come il progetto del maxi parcheggio alla stazione ferroviaria – necessario, viste le lamentele per assenza di posti auto – ma lanciato da Brandoni (probabilmente mal consigliato) di questi tempi e finito nel tritacarne della campagna elettorale. Con il risultato di rallentarne l'iter, modificarne il progetto, poi abbandonato dal privato che intendeva realizzarlo.

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