Un parente lo aiutò durante la latitanza, De Cristofaro ancora in Portogallo

Deve ancora essere estradato in Italia il killer del catamarano Filippo De Cristofaro, mentre emerge un nuovo retroscena della sua fuga dal carcere dell'Isola d'Elba e della sua lunga latitanza in Europa

Filippo De Cristofaro

E’ ancora recluso nelle celle di Lisbona Filippo De Cristofaro, il killer dagli occhi di ghiaccio che nel 1988 uccise la skipper pesarese Annarita Curina impossessandosi del catamarano su cui viaggiavano per fuggire in Polinesia con la sua amata: la 17enne olandese Diana Beyer. “Rambo dei mari”, dopo 2 anni di latitanza, è stato fermato in Portogallo, a Sintra, lo scorso 20 maggio. E da allora si attende che l’uomo venga estradato per finire i suoi giorni in un carcere di Roma. 

Ma nel frattempo le indagini non si sono mai arrestate e, anzi, proseguono nel ricostruire nel dettaglio la strada e la storia del latitante De Cristofaro. E adesso spunta anche un primo complice che lo avrebbe aiutato nei 3 giorni passati a Bari, vicino al porto, dove in un primo momento avrebbe sperato di imbarcarsi clandestinamente. Nel capoluogo pugliese, Pippo avrebbe incontrato alcuni parenti che gli avrebbero fornito dei soldi. Presumibilmente almeno un migliaio di euro. Soldi che De Cristofaro aveva già tentato di prelevare dal suo conto alle Poste dell’Isola D’Elba in occasione di un precedente permesso premio. In quel caso un impiegato dell’ufficio postale si insospettì e avvisò il carcere isolano, la cui direzione pose il veto sul rilascio di denaro contante. Dunque l’ormai 62enne è arrivato a Bari con quel poco che aveva, contando poi su un gruppetto di parenti che lo avrebbero foraggiato. Persone che ora rischiano di essere iscritte nel registro degli indagati per favoreggiamento. Fatto sta che poi è fallito il piano di lasciare l’Italia dal porto barese. E così quei soldi sono serviti sì, ma per arrivare a Milano, comprare documenti falsi da alcuni albanesi e  passare la frontiera con la Francia. Filippo De Cristofaro sarebbe così diventato Andrea Bertone, operaio portuale a Marsiglia. 

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