Pippo Bar, fine pena mai. Il titolare contro il coprifuoco notturno: «Faremo ricorso al Tar»

Pierpaolo Orlandini minaccia di citare in giudizio il Comune che ha rigettato la richiesta del locale di sospendere nei weekend l'ordinanza di chiusura alle 23

Il Pippo Bar di via Sparapani

Nessun passo indietro, nessuna concessione. Ogni richiesta di “elasticità” è stata rimandata al mittente: resta il coprifuoco notturno al Pippo Bar di via Sparapani che da un anno e mezzo è costretto a chiudere i battenti alle 23 per poterli riaprire soltanto alle 6,30 del mattino a seguito di una ferrea ordinanza comunale del maggio 2018, emessa dopo le segnalazioni dei residenti (associate ad alcuni sopralluoghi della polizia municipale) riguardo a problemi di ordine pubblico, disturbo della quiete notturna e musica ad alto volume. 

Ma Pierpaolo Orlandini, titolare del bar, non ci sta più. A settembre aveva chiesto formalmente un’estensione dell’orario nel weekend, in modo da poter chiudere a mezzanotte il venerdì e la domenica e all’una il sabato, ma giovedì la Giunta comunale ha respinto l’istanza. «C’è un accanimento nei nostri confronti, ci hanno preso di mira», protesta il commerciante. E adesso è pronto a dar vita ad una battaglia legale che comincerà con un ricorso al Tar contro l’ordinanza restrittiva, con richiesta di risarcimento danni per decine di migliaia di euro. «Abbiamo calcolato che perdiamo dai 400 ai 500 euro di incassi al giorno, nel fine settimana, a causa della restrizione sugli orari - dice -. Non è possibile che dopo tutto questo tempo non ci sia un minimo di tolleranza nei nostri confronti. Nel mio locale non si è mai verificata una rissa, non gira droga, da quando è stata messa l’ordinanza abbiamo sempre rispettato gli orari, facendo uscire i clienti alle 23 in punto. Stiamo attenti a pulire, quando facciamo musica dal vivo, la domenica dalle 18 alle 20 e il sabato sera, rispettiamo i decibel e teniamo le casse all’interno del bar, tant’è che fuori la musica quasi non si sente. Che altro dobbiamo fare? Perché questo accanimento nei nostri confronti? Il sindaco non capisce che con questa attività si mantengono tre famiglie?».

La posizione del Comune, però, è rigida e, fa sapere l’assessore Pierpaolo Sediari, «continuano a pervenire segnalazioni su schiamazzi e musica alta che disturba perfino le funzioni religiose della parrocchia». Insomma, nessuna pietà per il Pippo Bar, a favore del quale si erano schierate centinaia di persone con una petizione. Ma adesso la vicenda rischia di finire in tribunale. 

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