Cronaca

Pietre d'inciampo, i punti fermi della memoria

Quattro nuove pietre di inciampo sono state inaugurate nella città di Ancona, nel corso di una cerimonia itinerante che si è dipanata in più zone del capoluogo

Quattro nuove pietre di inciampo (Stolpersteine), opera dell’artista tedesco Gunter Demnig che ne ha collocate oltre settantamila nel mondo in circa 26 anni di attività, sono state inaugurate nella città di Ancona, nel corso di una cerimonia itinerante che si è dipanata in più zone del capoluogo. Le quattro pietre, che vanno ad aggiungersi alle sette collocate lo scorso anno e ad altre presenti in diverse località marchigiane, ricordano i fratelli Romilde e Umberto Coen (entrambi deportati e morti ad Auschwitz), il rabbino e chazan Alberto Pacifici, che operò in varie città marchigiane prima di essere deportato ad Auschwitz, i coniugi Enrica e Mosè Coen, anch’essi deceduti nel campo di sterminio, e l’antifascista Andrea Lorenzetti. La cerimonia che è partita da via Astagno, con un momento di commemorazione in Sinagoga, per poi proseguire in via Bernabei, Corso Garibaldi e Piazza Cavour (ove sono posizionate le pietre), ha fatto registrare la presenza di autorità cittadine, rappresentanti dell’Anpi Marche, della Comunità ebraica di Ancona e studenti degli Istituti scolastici “Volterra-Elia”, “Savoia-Benincasa” e “Rinaldini”. Presente, inoltre, Guido Lorenzetti, figlio di Andrea Lorenzetti. Per il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, il quale, la settimana scorsa, aveva incontrato l’artista prima del posizionamento delle pietre, “ricordare significa impegnarsi costantemente a combattere ogni forma di violenza, ingiustizia e discriminazione”. “Le pietre d’inciampo – ha affermato Mastrovincenzo – rappresentano presidi di cultura, punti fermi della nostra memoria contro l’indifferenza e ci invitano al coraggio e al dialogo”. Al termine della cerimonia di inaugurazione, il presidente Mastrovincenzo si è recato nella sede della Prefettura per la consegna, da parte del Prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, delle medaglie d’onore al merito ai famigliari di quattro cittadini deportati ed internati nei lager.

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