Maxi rissa sugli spalti, finale sospesa: punito l'ex vice allenatore dell'Anconitana

Pietralacroce-Real Fefo, doppia sconfitta. Squalificato il "secondo" di Francesco Nocera che gioca con la squadra amatoriale di San Benedetto

La partita sospesa per la maxi rissa

Sconfitta a tavolino per entrambe le squadre, 600 euro di ammenda a testa e una raffica di squalifiche a dirigenti e calciatori, tra cui Luca Bocchino, 46enne ex viceallenatore dell’Anconitana (esonerato a marzo) e ora giocatore del Real Fefo. E’ la sentenza del giudice sportivo che ha deciso, di fatto, di non assegnare il titolo regionale del campionato Amatori dopo la maxi rissa sugli spalti scoppiata sabato sera (8 giugno) nella finale di Porto Sant’Elpidio tra il Pietralacroce e il Real Fefo.

Al 31’ del secondo tempo l’arbitro ha sospeso l’incontro perché, dopo il gol dell’1-0 segnato dalla formazione sambenedettese, si sono scatenati tafferugli sugli spalti. Tutto è nato da una bottiglia di vetro lanciata in campo da un sostenitore del Real Fefo, che per poco non ha sfiorato guardalinee e capitano del Pietralacroce, come ha confermato l’arbitro. «A seguito di tale accadimento - scrive il direttore di gara nel suo referto - si scatenava una violentissima rissa sulle tribune che vedeva coinvolte le opposte tifoserie e quasi tutti i calciatori di entrambe le squadre si accalcavano alla rete di recinzione, danneggiandola, causando così un generale parapiglia che perdurava per molti minuti. In tale frangente, alcuni tesserati scavalcavano la rete partecipando taluni alla rissa e altri no». 

Tra questi Luca Bocchino, ex difensore professionista, fino a marzo nei quadri tecnici dell’Anconitana come vice allenatore di Francesco Nocera: dopo la parentesi in biancorosso, chiusa con l’esonero a marzo, è tornato a giocare con la maglia del Real Fefo. Il giudice sportivo l’ha squalificato per due giornate «per essersi arrampicato sulla rete di recinzione per poi rientrare nel terreno di gioco, senza partecipare alla rissa». Tra gli altri provvedimenti, oltre alla sconfitta per entrambe le società, l’inibizione fino al 30 settembre per un dirigente del Real Fefo, la squalifica fino al 18 giugno per il suo allenatore (allontanato per proteste) e per altri due giocatori sambenedettesi (per una giornata) oltre che per due calciatori del Pietralacroce, stoppati rispettivamente per 4 e 2 turni. 

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