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Cronaca

Picchiata dal compagno con una bottiglia quando era incinta. «Per sfregio lui faceva anche la pipì per casa»

A processo per maltrattamenti in famiglia un 35enne. La donna era al quinto mese di gravidanza. L'uomo nega le accuse: «Lei piangeva senza motivo, un giorno mi ha anche sputato»

ANCONA – Avrebbe subito le botte dal compagno e anche profonde umiliazioni. «Per sfregio lui faceva anche la pipì per casa». Lo ha raccontato oggi in tribunale una donna di 33 anni che dopo aver denunciato il suo uomo lo ha fatto finire a processo per maltrattamenti in famiglia. Dietro ad un paravento, per non vedere il suo compagno, che era in aula, la vittima ha raccontato i soprusi subiti per anni. «Lui mi picchiava anche tre volte alla settimana – ha detto la donna, di origine nigeriana – ha fatto pure la pipì sul letto del bambino. Non ho mai denunciato prima perché io non conoscevo la legge italiana e lui mi diceva “guarda che dopo perdi i figli”». Gli episodi in cui l'uomo urinava in giro per casa sono stati ripresi e messi in un cd messo agli atti. La donna sarebbe stata picchiata anche quando era incinta, al quinto mese di gravidanza. L'episodio che l'ha portata a denunciare il compagno, un nigeriano di 35 anni, risale a novembre dello scorso anno. Lui era rientrato in casa ed era andato su tutte le furie perché la sua compagna aveva le cuffiette del cellulare alle orecchie e stava al telefono con una amica. Sarebbe bastato quello per percuoterla selvaggiamente, con pugni e schiaffi, arrivando anche a torcerle le braccia. Impaurita e ferita la donna, sua connazionale, è scesa dai vicini di casa per cercare aiuto. Le hanno chiamato una ambulanza visto che era in dolce attesa ed è stata portata in pronto soccorso per accertamenti.

Dimessa con una prognosi di cinque giorni aveva deciso di non tornare più nell'abitazione e aveva denunciati i fatti ai carabinieri della stazione di Staffolo, il paese dove conviveva con l'uomo. Il 35enne l'avrebbe colpita anche con la bottiglia della birra quando, innervosito senza un reale motivo, si sarebbe sfogato sulla donna. I due si erano conosciti nel 2020, all'arrivo di lei in Italia. Si erano messi insieme e nel 2021 era nato il primo bambino. In casa, quando la madre veniva picchiata, ci sarebbe stato anche il piccolo. Dopo la denuncia è stata avviata una indagine e il 35enne è a processo per maltrattamenti in famiglia dopo un decreto di giudizio immediato. Il procedimento si sta tenendo davanti alla giudice Francesca Grassi. La vittima, parte civile con l'avvocato Alessandro Calogiuri, è in una località protetta con i due figli, uno nato da poco. Oggi è stato sentito anche l'imputato, difeso dall'avvocato Marusca Rossetti, che ha negato le percosse. «Io le volevo bene – ha detto in aula – non l'ho mai picchiata. Il giorno che ha chiamato l'ambulanza diceva che stava male e a me mi ha sputato. Lei piangeva spesso dal nulla». Chiusa l'istruttoria il processo è stato aggiornato all'11 luglio per discussione e sentenza.


 

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