Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Indesit: in Italia le produzioni d'eccellenza, in Polonia e Turchia il low cost

Il piano di "salvaguardia e razionalizzazione dell'assetto in Italia" di Indesit Company coinvolgerà 1400 persone, il gruppo di Fabriano punta a "soluzioni morbide con il ricorso agli ammortizzatori sociali"

L'ad Indesit Marco Milani

Settanta milioni di euro di investimenti e 1400 persone coinvolte tra dirigenti, impiegati e operai: questi sono i numeri del piano di "salvaguardia e razionalizzazione dell'assetto in Italia" di Indesit Company, che punta a concentrare nei tre poli italiani le produzioni top ad alto contenuto di innovazione e tecnologia, e a portare in Polonia e Turchia "le produzioni italiane non più sostenibili".

Il piano del gruppo di Fabriano punta a "soluzioni morbide con il ricorso agli ammortizzatori sociali". Gli esuberi, è poi emerso, per la precisione sono 1.425: si tratta di 25 dirigenti e 150 impiegati di staff; gli altri sono lavoratori nelle fabbriche, così suddivisi: 480 a Fabriano, 230 a Comunanza, 540 a Caserta.

UILM: "PIANO PESANTISSIMO". Il piano di riorganizzazione dell'Indesit è "pesantissimo. Intervenga il Governo, perché temiamo lo smantellamento di un altro pezzo di industria in Italia". Così Gianluca Ficco, coordinatore nazionale di settore della Uilm. "A colpirci non è solo l'altissimo numero di esuberi - afferma -, ma anche la paura che questo sia il penultimo passo per un definitivo smantellamento della produzione, con danni gravissimi per l'intera economia nazionale".
Secondo Ficco, che prende parte all'incontro a Roma fra azienda e sindacati, "siamo dinanzi ad una vera e propria crisi di sistema: per questo chiamiamo in causa anche il Governo". "Ora Fim, Fiom, Uilm - spiega - decideranno, riuniti in coordinamento, le azioni da intraprendere e il modo di coinvolgere le istituzioni". "Fabriano - sottolinea - perderebbe la produzione dei piani cottura (300 mila pezzi verrebbero prodotti all'Est e 400 mila a Caserta) di conseguenza Melano, uno dei due siti di Fabriano, chiuderebbe e resterebbe solo Albacina, l'altro sito di Fabriano, che resterebbe specializzato nei forni ad incasso. Caserta perderebbe la produzione di lavatrici, che verrebbe delocalizzata ad Est, ma conserverebbe la produzione di frigoriferi ad incasso ed aggiungerebbe 400.000 piani di cottura ad incasso importati da Fabriano; di conseguenza chiuderebbe Teverola, uno dei due siti di Caserta, e resterebbe solo Carinaro, l'altro sito di Caserta. Anche lo stabilimento di Ascoli perderebbe una parte della produzione di lavatrici, concentrandosi solo sull'alto di gamma".

Le motivazioni addotte da Indesit sono il calo dei consumi (in Europa il mercato degli elettrodomestici ha perso rispetto al 2007 il 9%, in Italia addirittura il 23%); forte pressione sui prezzi di vendita, che sono sostanzialmente fermi o calanti dal 2007; aggressione dei produttori asiatici, soprattutto Turchi e Coreani, che stanno sottraendo quote ai produttori europei anche sull'alto di gamma. "Noi non ci stiamo" ha concluso Ficco.

Fonte: ANSA

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