Genga: al karaoke con gli amici, picchiato perchè viene da Manfredonia

Tra i vari capi d'accusa che pendono sui due imputati c'è anche l'aggravante delle ingiurie con discriminazione territoriale. Si perché lo avrebbero preso di mira perché originario di Manfredonia

Flavio Centurioni

La sua unica "colpa" è stata quella di cantare al karaoke in un locale di Genga e di essere di Manfredonia perchè quelli che l'hanno picchiato, prima lo hanno insultato per come cantava e poi lo hanno aggettivato con ingiurie riferite alle sue origini pugliesi. Un fatto spiacevole che risale al 5 marzo del 2011 e che oggi vede due uomini sotto processo, entrambi di origini campane. Le accuse? Diffamazione, lesioni personale e ingiurie aggravate dalla discriminazione territoriale. Vittima della violenza Flavio Centurioni (nella foto), 28 anni compositore e cantante originario della provincia di Foggia, che non si stava nemmeno esibendo. Quella sera, al bar di Colleponi di Genga, lui era con un gruppo di amici  nel locale dove c'era una serata karaoke. Erano solo lì per divertirsi in compagnia. Ma verso le 3 di notte, ad un certo punto, i due campani, seduti ad un altro tavolo, avrebbero cominciato a prendere di mira Centurioni. Prese in giro che in alcuni casi sono anche sfociate in vere intimidazioni: “Bravo Manfredonia, tornatene a casa se no ci vai con l'ambulanza”; “Tornatene a Manfredonia”; “Manfredonia di m...”. Un atteggiamento da bulli che è proseguito per diverso tempo fino a fine serata.

Quando Centurioni se ne stava andando i due lo avrebbero raggiunto alle spalle. Secondo le contestazioni dell'accusa, uno dei due presunti aggressori lo ha colpito con un cazzotto in pieno volto, dopo di che l'altro lo avrebbe spintonato contro una cassa acustica. Un pestaggio in piena regola, tanto che la vittima è caduta a terra perdendo i sensi. Solo il giorno dopo è potuto uscire dall'ospedale con un sopracciglio rotto, un trauma cranico e varie contusioni alle gambe. In totale 10 giorni di prognosi. E ieri si è aperto il processo di fronte al giudice monocratico, quando la parte offesa si è costituita parte civile richiedendo un risarcimento per 12mila euro.

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Non c'è stato tempo per andare oltre e la prossima udienza è stata rinviata al 13 ottobre 2014.  

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