Porto: un pesce per dire "No alle reti" con un desiderio per la città

Vista Mare invita tutti a costruire un pesce. Non ha importanza il materiale o la dimensione. Può essere di carta o di tessuto, di legno o di cioccolata, singolo o di gruppo: l'importante è che esprima un desiderio per la città.

Un pesce per dire no al muro fatto di rete metallica di sicurezza che divide il porto dorico dal centro città. E’ questo il senso dell’iniziativa proposta dall’associazione Vista Mare. L’evento, lanciato e organizzato da diverse persone tra cui Antonella Morico, propone a tutti i cittadini, associazioni e rappresentanze, di creare un pesce di qualsiasi forma e materiale che poi domenica verrà appeso alla rete metallica del porto. Proprio questa che è la pietra dello scandalo su cui si vuole richiamare l’attenzione: “La reputiamo una disgrazia e non la vogliamo – ha detto Antonella Morico – E’ un modo per dire che non vogliamo una separazione tra porto e centro città”. Come dirlo? Con dei messaggi, quelli che si dovranno scrivere o disegnare sul pesce creato per l’occasione. Non solo perchè si dovrà anche essere costruttivi, disegnando o scrivendo sui pesci anche delle speranze e dei desideri per la città.

Appuntamento domenica mattina alle ore 9,30 al teatro delle Muse dunque. Intanto già ieri l’associazione Italia Nostra si è radunata in piazza Diaz per creare il proprio pesce. Presenti il presidente Maurizio Sebastiani, il vice presidente Enzo Nardella e il consigliere Fausto Fiorini. “Il nostro messaggio riguarda temi trattati ormai da anni – ha detto il presidente Sebastiani – L’inquinamento creato dal traffico del porto, il discorso di sviluppare zone a traffico limitato e politiche volte a disincentivare l’uso di auto in centro”. E la rete di sicurezza del porto è utile? “No perché ha fatto si che la città sia separata dal proprio porto e dal proprio mare. Bisogna spostare il porto commerciale nella zona dei silos e recuperare l’area storica dell’Arco di Traiano”.

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