Personal trainer sott'accusa, la verità nel pc: schede alimentari nell'hard disk

Il 28enne indagato perché prescriveva diete e integratori senza titolo. L'ex allievo: «Per colpa sua sono andato in coma»

foto d'archivio

Schede d’allenamento, ma anche programmi alimentari dettagliati, divisi giorno per giorno. Erano contenuti nell’hard disk del computer (acquisito dai carabinieri del Nas) in possesso all’anconetano di 28 anni indagato dalla procura per esercizio abusivo della professione medica e per le lesioni cagionate a un suo coetaneo a cui avrebbe fatto da personal trainer.

La dieta squilibrata

Il ragazzo, originario della Puglia ma residente ad Osimo, avrebbe accettato i consigli del sedicente esperto di fitness, allenandosi strenuamente e accettando di adottare un regime alimentare che, secondo l’accusa, l’avrebbe portato via via a debilitarlo, fino al malore accusato una sera d’agosto del 2018, a seguito del quale è finito addirittura in coma per alcuni giorni. Dimesso dall’ospedale di Torrette dopo un mese, l’aspirante bodybuilder ancora oggi porta i segni di quell’esperienza, tanto da non riuscire a deambulare autonomamente: per questo, attraverso l’avvocato Jacopo Saccomani, ha deciso di denunciare l’istruttore che respinge ogni accusa e, tramite l’avvocato Cinzia Molinaro, sostiene che i rapporti col suo compagno di palestra si erano interrotti due mesi prima del malore. 

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Le indagini del Nas

Gli inquirenti hanno sequestrato il cellulare del personal trainer, dal quale sono state estrapolate le chat di Whatsapp tra i due che confermerebbero le richieste di pagamento per le prestazioni fornite, ma anche per ordini di integratori alimentari fatti dall’indagato per conto del suo “allievo” che, su precisa richiesta, gli avrebbe sottoposto anche le sue analisi del sangue per una valutazione complessiva. «Sono perfette, possiamo sfondarci», scriveva il p.t. nel maggio 2018, lasciando intendere che potevano cominciare ad allenarsi a pieno regime. I carabinieri del Nas hanno acquisito anche il computer del 28enne e l’hard disk è stato scandagliato dall’analista forense Luca Russo: sono state recuperate schede alimentari che, secondo la procura, confermano la tesi secondo cui l’indagato, pur privo di titoli o qualifiche in ambito sanitario, prescriveva al suo seguace programmi nutrizionali, l’assunzione di integratori e molecole e l’adozione di un regime dietetico mirato che ne avrebbe comportato il progressivo decadimento fisico. Di qui l’accusa, oltre che di esercizio abusivo della professione medica, anche di lesioni come conseguenza di altro reato. Il nesso di causalità tra le presunte prescrizioni illegittime e le lesioni dovrà essere stabilito da una perizia medico legale disposta dal gip Sonia Piermartini, che verrà conferita il 17 luglio, con la formula dell’incidente probatorio, al dottor Marco Valsecchi del reparto di Medicina legale di Torrette. 

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