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Cronaca

Omicidio di Sirolo, perizia sul fucile da sub e sulla fiocina. Poteva uccidere? Intanto Melloul resta in carcere

La procura di Ancona ha disposto nuovi accertamenti irripetibili sul delitto di via Cilea, dove ha perso la vita il 23enne albanese Klajdi Bitri

ANCONA – Saranno fatti nuovi accertamenti irripetibili per l'omicidio di Sirolo, quello dove ha perso la vita il 23enne albanese Klajdi Bitri. Sono stati disposti dal pm Marco Pucilli che coordina le indagini dei carabinieri. Riguarderanno il fucile da sub con la fiocina, considerato l'arma del delitto, per capirne il funzionamento e soprattutto la sua capacità lesiva. Poteva uccidere? Poi saranno passati ai raggi x gli oggetti già sotto sequestro: l'automobile Opel Zafira a bordo del quale c'era l'indiziato del delitto, l'algerino di 27 anni Fatah Melloul, il suo asciugamano da mare, il fucile con la fiocina e i vestiti che indossava quel giorno. Un accertamento di tipo biologico questo dove saranno fatti prelievi che verranno poi analizzati dal Ris di Roma. Si cercano tracce ematiche e impronte. I due accertamenti inizieranno il prossimo 14 settembre e la procura li ritiene necessari per la ricostruzione della dinamica del delitto.

Intanto l'algerino è ancora in carcere, a Montacuto, con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L'uomo si trova in cella da giorno del fermo, scattato poco dopo il delitto. Era il 27 agosto quando Bitri è stato ucciso in via Cilea, da una fiocina di un fucile da sub, impugnato da Melloul. I due si trovavano sulla pubblica via quando è scoppiata una lite per un diverbio sulle norme della circolazione stradale. L'indagato è difeso dall'avvocato Davide Mencarelli, La famiglia della vittima si è affidata all'avvocato Marina Magistrelli.

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