rotate-mobile
Cronaca

L’INCHIESTA | Payback, la Regione batte cassa: Natale amaro per i fornitori di dispositivi medici

Emanato il provvedimento per il ripiano del superamento dei tetti di spesa della sanità pubblica. Sul sito della Regione Marche è stato pubblicato il documento di ben 28 pagine dove compaiono tutte le aziende che hanno fornito dispositivi medici agli ospedali pubblici e i relativi importi

ANCONA - Il D-day è arrivato. Sul sito della Regione Marche è stato pubblicato oggi (15 dicembre) il documento che riporta tutte le aziende fornitrici di dispositivi medici che dovranno ottemperare alla norma del payback, ovvero la partecipazione al piano di rientro per il superamento dei tetti di spesa da parte della sanità pubblica. Un pdf di ben 28 pagine dove compaiono le partite iva di tutte le ditte (circa 1.500 su base nazionale) che dal 2015 al 2018 hanno venduto o erogato servizi alle aziende ospedaliere pubbliche delle Marche (Asur Marche, Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, Inrca e Marche Nord).

La protesta

Sarà un Natale amaro per le aziende marchigiane che dovranno versare la loro parte di ripiano dello scostamento di bilancio. «Impugneremo il provvedimento, domani faremo subito ricorso» assicura Stefano Marconi, Ceo della Rays Spa, che alla Regione Marche dovrà versare 883 mila euro. «Questo è il ringraziamento alle ditte che si sono sempre prodigate a fornire i migliori servizi alla sanità pubblica» replica Gabriele Ferretti, fornitore di dispositivi medici, cui spetta una quota di ripiano di ben 750 mila euro. Ma queste sono solo le cifre richieste dalla Regione Marche. Ai fornitori, infatti, stanno arrivando man mano i conteggi di tutte le altre regioni a cui hanno venduto i loro prodotti. E il conto finale, per molti, arriva a toccare numeri a sette cifre. «Molti di noi chiuderanno prima di fallire» prospetta Ferretti. E poi? «Nel 2023 molti ospedali rischieranno di rimanere senza forniture» ribatte Marconi.

L’appello

«Sospendete la richiesta di pagamento del payback, fate come la Sardegna». E’ questo l’appello lanciato dall’imprenditorie Gabriele Ferretti. Infatti quello che sta succedendo in Sardegna potrebbe costituire un precedente. La Regione, in attesa del pronunciamento del Tar, ha sospeso la richiesta di pagamento delle quote di ripiano. Ma, al momento, resta l’unico caso in tutta Italia. «Chiederemo l’accesso agli atti e tutti i conteggi» ribadisce Marconi, che aveva già annunciato il blocco delle forniture. «Ovviamente non sui contratti in essere - spiega l’imprenditore -, ma su tutte le prossime gare metteremo come condizione la mancata applicazione del payback, altrimenti non parteciperemo. Sarà una modalità che applicheremo tutti. Se, invece, si proseguirà sulla strada del payback, c’è il rischio concreto che gli ospedali il prossimo anno resteranno senza forniture». Dunque la battaglia è appena cominciata. Tutto è nelle mani degli uffici legali delle aziende di dispositivi medici, che da settimane si esprimono a colpi di ricorsi. Ma i tempi stringono, perchè, come previsto dalla norma, il pagamento delle quote di ripiano dovrà essere effettuato entro 30 giorni dall’emanazione del provvedimento. Ciò vuol dire che a metà gennaio i fornitori devono aver regolarizzato la propria posizione. Quest’anno, per le aziende del settore, sarà un Natale senza troppa voglia di festeggiare.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’INCHIESTA | Payback, la Regione batte cassa: Natale amaro per i fornitori di dispositivi medici

AnconaToday è in caricamento