Albergo al Cardeto, la citta si mobilita: «Fermare la variante»

Questa mattina è stato presentato il nuovo cartello formato da 14 sigle sindacali. Obiettivo fermare la variante urbanistica che permetterebbe la realizzazione dell'hotel

Il Comitato Cardeto Libero

Fermare la variante urbanistica al Parco Del Cardeto. E' questo l'obiettivo del Coordinamento Cardeto Libero, riunito questa mattina per fermare la realizzazione dell'hotel al posto dell'ex caserma Stamura, a pochi metri dal faro. Un progetto che per il Coordinamento sarebbe illogico e dannoso andando a "contaminare" il polmone verde della città, unico per le sue caratteristiche naturali e paesaggistiche e luogo altamente simbolico per l'identità del territorio. «Permettere allo Stato di vendere ad un privato l’ex caserma Stamura per realizzare un albergo - affermano-  significa non solo mettere le premesse per una progressiva urbanizzazione dell’area naturale del Cardeto, ma anche operare un trasferimento dell’attuale proprietà pubblica ad una privata con conseguente sottrazione alla collettività di un bene comune: si permetterebbe così al privato di gestire il bene a sua discrezione, pur nei limiti di legge».

Secondo le 14 sigle che compongono il Coordinamento imporante è invece recuperare l'area per realizzare progetti condivisi con tutta la città: «La disponibilità ampiamente palesata dall’Università di riqualificare lo stabile dell’ex derrate alimentari per la realizzazione di uno studentato - continua Cardeto Libero - apre prospettive nuove su cui poter ragionare e discutere. Si potrebbe per esempio ipotizzare la coesistenza nella stessa struttura di un numero di posti letto dedicati ad uso foresteria e ostello per dare corpo ad un più ampio progetto di turismo sostenibile da implementare lungo il sentiero del Conero tra il Cardeto e Portonovo, di cui da anni si invoca la realizzazione; in quest’ottica la realizzazione di un’Hotel negli spazi dell’ex caserma Stamura diventa operazione ancor più illogica e disfunzionale». Secondo il coordinamento il modello da seguire è quello dell'ex colonia Mutilatini, dove il comitato di Portonovo per Tutti è riuscito a stoppare la vendita dell'immobile: «La legge sul federalismo demaniale culturale - conclude Cardeto Libero - permette al Comune di acquisire lo stabile dallo Stato a titolo gratuito. Con le destinazioni d’uso inerenti la struttura dell’ex caserma attualmente inserite nel PRG del Comune di Ancona è già possibile da domani mattina riqualificare il luogo e riaprire al pubblico la zona. Per farlo non serve nessuna variante del PRG ad uso e consumo del privato, ma basterebbe una procedura aperta e partecipata in città per la sistemazione e il rilancio del luogo; non servono soldi facili e subito, ma idee e impegno per la ricerca di finanziamenti. La vicenda dell’ex colonia Mutilatini a Portonovo sta lì a dimostrare che si può fare».

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A firmare l'appello di Cardeto Libero sono stati: A2O – Altra Ancona Ora, Italia Nostra, C.S.A. Asilo Politico, O.R.A. – Organizzazione Ragazzi per Ancona, Portonovo per Tutti, Comitato Mezzavalle libera, Spazio Comune Heval, Partito Comunista Italiano, Possibile, Gruppo consiliare SEL – Ancona Bene Comune, Laboratorio Sociale, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle.

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