Parco del Conero, realizza abusivamente una pista da cross: denunciato

Tutto è iniziato lo scorso aprile quando il personale forestale si era recato nei pressi di un terreno sottostante Via Ciarafoni, nel Comune di Ancona, trovando un tracciato da cross in terra battuta lungo circa 280 metri. Denunciato un 54enne

ANCONA - Nei giorni scorsi il personale del Comando Stazione Forestale del Conero, ha denunciato alla Procura della Repubblica del capoluogo dorico P. E., cinquantaquattrenne del posto, per aver realizzato una pista da motocross senza autorizzazione edilizia né paesaggistica a “Pietralacroce”, nel Parco del Conero, e per la modifica dell’ambiente naturale protetto senza il nulla osta dell’Ente Parco.

Tutto è iniziato lo scorso aprile quando il personale forestale si era recato nei pressi di un terreno sottostante Via Ciarafoni, nel Comune di Ancona, per verificare una segnalazione pervenuta dall’Ente Parco Regionale del Conero. Sul posto i Forestali hanno subito notato un tracciato in terra battuta lungo circa 280 metri, con una Pista motocross Ancona 1-2larghezza variabile da uno a due metri. Il percorso presentava variazioni plano - altimetriche significative, con alcune rampe realizzate mediante riporti di terreno e pneumatici fuori uso interrati (con un dislivello di circa 50 cm). Inoltre, lungo il tragitto, erano state posizionate anche barriere di gommapiuma per proteggere eventuali malcapitati da cadute e collisioni contro gli alberi posti nelle immediate vicinanze. Secondo la forestale il  tracciato è stato realizzato, almeno parzialmente, su una pista formatasi a seguito del ripetuto passaggio di mezzi agricoli, quando il fondo veniva utilizzato per fini produttivi. Dalle successive comunicazioni ricevute sia dall’Ente Parco Regionale del Conero di Sirolo (AN) sia dal Comune di Ancona, è stato poi confermato che l’indagato, uno dei proprietari del terreno, non aveva acquisito alcun titolo abilitativo alla realizzazione della pista da cross, come peraltro dichiarato dallo stesso titolare durante la verbalizzazione della sua testimonianza agli Agenti del Corpo forestale dello Stato, comunicando la sua personale responsabilità nella realizzazione del tracciato. Il 54enne rischia una incriminazione per abusi edilizi e paesaggistici (opera realizzata in assenza del Permesso di Costruire e di autorizzazione paesaggistica) e per violazione della Legge sulle Aree Protette del 1991. “Fortunatamente - ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona - la parte si è dichiarata disponibile al ripristino immediato dello stato dei luoghi, in modo da non gravare ulteriormente sull’area protetta regionale”.
 

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