Università, 1 posto auto per 100 aventi diritto: quartiere ostaggio della sosta selvaggia

Non bastano i parcheggi all'università di Medicina e il prezzo lo paga il quartiere, quotidianamente invaso da eserciti di automobili, da cui sosta selvaggia e inquinamento

Caos davanti all'ingresso del parcheggio universitario

Non bastano i parcheggi all’università di Medicina e il prezzo lo paga il quartiere, quotidianamente invaso da eserciti di automobili. La conseguenza? Sosta selvaggia e inquinamento, di cui in particolare il quartiere nord proprio non avrebbe bisogno. 

PARCHEGGIO E ABUSIVISMO. A monte della questione c’é il parcheggio universitario a fianco del polo Murri, in grado di accogliere circa 400 unità a fronte di più di 3mila iscritti ai corsi universitari a cui si devono aggiungere circa 600 specializzandi in Medicina. Tutte persone che ogni giorno, il picco dalle 7,30 del mattino fino alle 9, arrivano all’ingresso del parcheggio nel tentativo di trovare un posto. Si presentano, esibiscono un badge che fa alzare in automatico la sbarra ed entrano. Una volta trovato posto gli studenti dovrebbero esibire quello che si chiama Park, cioè un cartellino di colore giallo e bianco rilasciato dall’Economato, ma facendo un giro tra le auto in sosta è evidente come la maggior parte della macchine ne sia sprovvisto. Abbiamo così accompagnato alcuni dipendenti dell’Ufficio Ripartizione Tecnica della Presidenza di Facoltà in un giro di ricognizione, controllando targa dopo targa e abbiamo verificato come la quasi totalità delle auto fossero di regolari iscritti alla facoltà, un po’ troppo sbadati per esibire il park, magari perso chissà dove a casa o in macchina. Tuttavia gli abusivi ci sono. Arrivano da più parti le segnalazioni di chi è pronto a giurare di aver visto persone entrare accodandosi a chi era entrato con regolare badge. Ma sono una manciata e introvabili proprio perché in grado di mimitizzarsi con chi il park non lo esibisce per pigrizia. Tanto nessuno controlla. Quella è un’area privata e i vigili non hanno alcuna autorità. Anche per questo alcune volte c’è chi entra, non trova posto e parcheggia come può su una rotatoria, sul marciapiede, a lato dei passaggi, con la speranza che nel parcheggio universitario non debbano mai entrare mezzi di soccorso con urgenza. 

SOSTA SELVAGGIA. Ma la prima conseguenza di migliaia di auto che si contendono poche centinaia di aree sosta é che tutti coloro che rimangono fuori cercano spazio nelle strade limitrofe al polo universitario, invadendo tutta via Tronto fino ad usare il parcheggio del supermercato Coal che guarda su via Conca. Ma anche via Di Giuseppe, la via adiacente alla recinzione del parcheggio universitario che collega via Esino con la rotatoria dell’ospedale regionale. Lì dove il Comune di Ancona ha anche speso circa 20mila euro per creare una 30ina di posti auto a spina di pesce. Un palliativo a fronte del fiume in piena di auto e smog che ogni giorno arriva a Torrette per occupare ogni spazio a lato delle carreggiate. Lì sì che i vigili urbani potrebbero intervenire facendo fioccare centinaia di multe. Come anche davanti il plesso ospedaliero all’altezza del Pronto Soccorso, dove ci sono i posti auto assegnati ai dipendenti di ospedale e università che però non trovano mai libero perché c’è sempre qualcuno che si piazza lì pur di non dover fare la sosta a pagamento come tutti gli altri. 

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TAVOLO CON LA CONEROBUS. I rappresentanti degli studenti e l’università ha un tavolo aperto con l’azienda partecipata per implementare il servizio di trasporto pubblico. «Non si trova parcheggio perché i posti sono pochi rispetto l’utenza ed è sempre pieno - ha detto Carlo Tanzanella del Gulliver - Avevamo chiesto di ampliare l’offerta creando qualche posto in più nella zona dell’aera professori, ma il punto è come ridurre l’afflusso delle auto. Quello degli abusivi è un problema minimo perché la maggior parte di chi entra senza esibire il badge lo fa per comodità e non perché non abbia diritto ad entrare».

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