Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Prendeva la Pappa reale in Cina e la spacciava per eccellenza a “Km zero”, denunciato

Il 31enne proponeva la pappa reale a clienti e apicoltori - spacciandola per una pregiata produzione locale - a prezzi molto più alti del suo reale valore di mercato, falsificando certificati e lotti di produzione

A seguito di denuncia di un’associazione di categoria, agenti del Corpo Forestale dello Stato del Comando Provinciale di Ancona, su delega del Dott. Paolo Gubinelli, della Procura dorica, assieme ai colleghi di Latina e Milano, hanno sequestrato numerose confezioni di pappa reale (“Royal Jelly” la denominazione internazionale) proveniente dalla Cina, pronte per essere immesse nel mercato on line come prodotto italiano, denunciando a piede libero F. A. di 31 anni, residente a Latina, per il reato di frode in commercio.

L’indagato, infatti, acquistava il prodotto cinese all’ingrosso da un’impresa commerciale perugina e poi proponeva lo stesso prodotto, in pacchi da un kg o in boccette da 10 grammi, come italiano e di propria produzione, anche falsificando le analisi.
Gli esami specifici eseguiti dai laboratori dell’Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche - ASSAM di Jesi sui campioni sequestrati hanno invece confermato l’origine cinese del prodotto.

Il 31enne proponeva la pappa reale anche ad altri apicoltori – spacciandola per una pregiata produzione locale – a prezzi molto più alti del suo reale valore di mercato, arrivando anche a inventare lotti di produzione per fornire “patenti” di tracciabilità ai suoi prodotti-tarocchi.

Gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato del Comando Provinciale di Ancona, coadiuvati da personale dell’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi – ICQRF di Ancona, hanno controllato il fornitore commerciale di tale prodotto cinese, operante in provincia di Perugia, che è risultato privo della autorizzazioni alla detenzione di prodotti alimentari. In più, la ditta italiana riconfezionava la pappa reale di importazione cinese in un laboratorio non idoneo alla manipolazione di alimenti, per poi proporlo in vendita al pubblico e ad aziende apistiche senza le prescritte garanzie igienico-sanitarie e di rintracciabilità dell’alimento. Di tale scoperta sono stati quindi informati i locali Servizi Sanitari.

Come accade  per altri prodotti alimentari, anche per la pappa reale le conseguenze di frodi e irregolarità ricadono unicamente sul consumatore finale, che paga a caro prezzo un prodotto di incerta genuinità e di potenziale dannosità per la salute umana (probabilmente più volte congelato e scongelato), convinto invece di “investire in salute” su un prodotto a “Km zero”, ritenuto utile per aumentare le difese immunitarie di bambini o anziani debilitati.

“Secondo le stime del COPAIT - Associazione per la produzione e la valorizzazione della Pappa Reale fresca italiana” ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona, “il prodotto italiano costa circa 600 €/kg all’ingrosso, contro i circa 35 €/kg pagati dal primo importatore dalla Cina nel territorio europeo”.

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