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“Pappa Fish”: il pesce fresco “a miglia zero” promosso a pieni voti dagli alunni delle Marche

Scarti ridotti del 35%: prima circa mezza porzione di pesce (congelato) veniva buttata, con il prodotto fresco locale non ne restano che briciole. Giannini: "Un modello virtuoso di sviluppo sostenibile. Il prossimo anno Pappa Fish Master Chef"

Altro che i bastoncini impanati della pubblicità: meglio un piatto di sardoncini scottadito, magari da mangiare con le mani! Lo dicono gli oltre tredicimila bambini che hanno partecipato alla campagna educativa alimentare “Pappa Fish. Mangia bene, cresci sano come un pesce”. Come pure lo hanno ribadito davanti alle telecamere di RAI Expo, arrivata in questi giorni a documentare la novità di un caso unico in Italia e forse anche in Europa.
A nemmeno un anno dalla prima sperimentazione, il progetto promosso dalla Regione Marche con il cofinanziamento del FEP (Fondo Europeo per la Pesca) ha illustrato i suoi risultati a Senigallia, alla presenza  di rappresentanti del mondo della scuola, delle istituzioni e degli operatori di settore.

IL PROGETTO Pappa Fish è stato in grado di coinvolgere 22 Comuni, 120 scuole pubbliche dell'infanzia, primarie e secondarie delle Marche con una schiera di 13.000 alunni. Anche se la rete dei soggetti direttamente coinvolti è quanto mai ampia: Asur, amministrazioni, psicologi della nutrizione, biologi marini; insegnanti, genitori, educatori e animatori teatrali; tecnologi alimentari, comitati mensa, cuochi, e ovviamente tutti gli stadi della filiera locale, dai pescatori alle aziende di trasformazione.
Nell'arco di pochi mesi, nelle scuole aderenti sono state più di 750 le giornate di somministrazione, con una media di oltre 11.000 pasti per giornata, per un totale di 21 tonnellate di prodotto, attentamente pulito, spinato e sfilettato.
Alici, triglie, suri, moli, pannocchie, sardine, sgombri, gallinelle, ma anche cozze, vongole e persino trote: sono solo alcune delle 15 tipologie di pesci e molluschi arrivate sulla tavola degli alunni, almeno una volta a settimana, a seconda della disponibilità, della stagione e del comune di appartenenza (se costiero o dell'entroterra). Tutte interpretate in più di 30 diverse ricette, comprese le varianti stagionali.

Più che soddisfatti, anzi sorpresi gli insegnati: in pochi avrebbero immaginato di ritirare i piatti vuoti! Oltre all'evidente colpo d'occhio, i dati sugli “avanzi” hanno dimostrato un calo significativo dello scarto (-35%): se prima della sperimentazione, circa mezza porzione di pesce (congelato) veniva buttata, con il prodotto fresco locale non ne restano che briciole (11%).
Sono stati circa 20.000 i questionari raccolti: dai 3 anni in su, tutti i bambini hanno riportato il loro maggiore o minore gradimento su una scheda intuitiva ed efficace con bollini colorati (verde/mi piace, rosso/non mi piace) e “smiley” (facce sorridenti o tristi). Così che ogni mensa, in base ai giudizi rilevati, ha potuto aggiustare le ricette e inventarne di nuove anche in corso d'opera.
Oltre alla somministrazione nelle mense, il progetto si è sviluppato anche in aula lungo un percorso multidisciplinare e per fasi.
Più di 100 diversi laboratori, 1.700 ricettari distribuiti alle famiglie, oltre 12.000 elaborati tra disegni, e-book e video multimediali, decine di visite ai luoghi della tradizione marittima (porti, mercati ittici, musei del mare), e infine i “Pappa Fish Days”, le giornate di festa che da nord a sud delle Marche hanno concluso in bellezza il progetto nelle ultime settimane di scuola.

Grazie a questo approccio integrato, i bambini hanno scoperto che il pesce fresco “a miglia zero” non solo è buono e fa bene, ma che è anche divertente.
La campagna ha avuto una risonanza internazionale. Non sono mancati infatti gli scambi interculturali con scuole di altri Paesi, da Cipro alla Norvegia, tramite piattaforme didattiche in rete e video-chiamate in tempo reale tra gli alunni.
Inoltre il modello educativo Pappa Fish è stato riconosciuto come un caso studio anche da parte del Lifelong Learning Programme, il programma dell'Unione Europea che sostiene la formazione permanente.
All'efficacia educativa del progetto, si aggiunge un aspetto non secondario, come la profonda valenza in termini di sviluppo locale: con le risorse attivate grazie al FEP, la Regione ha inteso creare nuove opportunità occupazionali per la filiera della pesca e dell'itticoltura, un comparto già assai provato da condizioni di mercato penalizzanti.

“Con Pappa Fish le Marche hanno elaborato un modello virtuoso di sviluppo sostenibile” riconosce Sara Giannini, assessore regionale alla pesca. “Anche tra gli operatori del settore non pochi hanno saputo riconoscere le potenzialità del progetto, attivandosi per rispondere adeguatamente alle richieste e agli standard delle mense, come la spinatura e la sfilettatura di tutto il prodotto. Non è stato semplice rielaborare un processo industriale ad hoc, ma ogni sforzo è stato premiato”.

“Siamo convinti della validità dell'iniziativa, del resto testimoniata dagli ottimi risultati - continua l'Assessore - per questo siamo riusciti a destinare risorse a un nuovo bando per l'anno scolastico 2014/15 (scadenza 20 giugno), auspicando che vi possa partecipare un numero ancora maggiore di Comuni, scuole e operatori di filiera. Come Regione vogliamo colorare di azzurro le tavole marchigiane, partendo dai bambini e dai luoghi educativi primari, le scuole e le famiglie. La novità del prossimo anno sarà un'edizione di Pappa Fish Master Chef, che vedrà partecipare i piccoli con i propri genitori”.

Durante la conferenza stampa sono stati presentati anche numerosi materiali realizzati dai bambini nel corso dell'anno e ora raccolti sul sito web pappafish.regione.marche.it: qui l'apposita area attività è cresciuta man mano con i contenuti inviati dagli insegnanti, e tuttora consultabili online. Il portale, caratterizzato dall'allegra immagine della campagna, ha accompagnato alunni, docenti e genitori come un vero supporto didattico, un'unica piattaforma dove tutte le scuole hanno potuto raccontare e condividere idee, progressi e risultati finali.

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