rotate-mobile
Cronaca

L’assessore Manarini si difende sull’inchiesta “Ghost Jobs”: «Nessun falso, il mio è spirito di servizio»

Per lui è fissata l’udienza preliminare per l’8 marzo. «Avrò l’occasione di dimostrare che non ho fatto niente»

ANCONA -  «Sí, ho avuto notizia e dopo tre anni dall'apertura dell'indagine sono contento di avere l'occasione di dimostrare che il sottoscritto non ha commesso nessun falso come per altro rappresentato nella mia memoria depositata agli atti del procedimento». Così l’assessore Paolo Manarini parla dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura in merito all’inchiesta Ghost Jobs esplosa a novembre del 2019. A Manarini viene contestato un falso in atto pubblico, per aver fatto retrodatare la data di un compimento lavori ai laghetti del Passetto. «Comunque il falso che avrei fatto, ma che non ho fatto - dice l’assessore - è stato solo per far eseguire  lavori e piantumazioni nell'area dei laghetti che altrimenti non avrebbero potuto essere eseguiti per tempo e ciò, credo,  senza arrecare alcun  danno economico all'amministrazione comunale. Purtroppo interpretazioni normative complesse possono creare dubbi e quindi portare alla necessità di verifiche giudiziarie che confido possano essere finalmente chiarite. Sono in Comune soltanto con spirito di servizio alla città e ai cittadini e con le mani pulite, come dimostrato dalla stessa indagine  e come dichiarato dall'inizio di questa vicenda che mi sta facendo molto male».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’assessore Manarini si difende sull’inchiesta “Ghost Jobs”: «Nessun falso, il mio è spirito di servizio»

AnconaToday è in caricamento