Cronaca

Panorama d’Italia ad Ancona: si parte con un’intervista al ministro dell’Ambiente

"Venerdì un decreto per riformare i commissariamenti e sbloccare 1,6 miliardi di fondi già stanziati". "Il caso Mose conferma che occorre anche cambiare le procedure anti-corruzione". "L'Ilva deve diventare un gioiello"

“Ogni volta che in questo Paese c’è un’opera pubblica di grandi dimensioni, dalla magistratura ci si passa. Questo dimostra che c’è qualcosa che non va. Credo che il comitato anticorruzione abbia proprio come primo compito di partire da questo dato preoccupante. Le procedure, così come sono formulate, non funzionano fino in fondo”: è stato netto ed esplicito Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, nell’intervista pubblica con cui, dopo l’inaugurazione ufficiale del “Dome” in piazza Roma, alla presenza del sindaco Valeria Mancinelli, si è aperta ieri la tappa anconetana di “Panorama d’Italia”.

“La questione dell’inchiesta sul Mose, che ha portato a molti arresti, è un fatto rilevante che riguarda l’ambiente ma soprattutto la magistratura che deve poter fare il suo corso senza interferenze”, ha aggiunto il ministro. Che ha poi parlato di molti altri argomenti, annunciando che venerdì “porterà in consiglio dei ministri un decreto sul dissesto idrogeologico, che dovrà sbloccare tra l’altro quel miliardo e 600 milioni di euro che sono fermi nelle casse dei commissari straordinari e non riusciamo a spendere”.

Galletti, rispondendo alle domande del direttore di Panorama Giorgio Mulè e di TgCom24 Alessandro Banfi durante l’intervista pubblica ad Ancona, ha chiarito: “In Italia abbiamo tanti livelli di governo, poi ne abbiamo aggiunto di ulteriori. Semplificheremo questo quadro, elimineremo i commissari, daremo poteri pieni ai presidenti delle Regioni i quali, in deroga a tutti i vincoli e i permessi, dovrà spendere entro la fine dell’anno tutti residui ancora fermi per gli interventi contro il dissesto idrogeologico”.

Galletti ha poi chiarito l’intenzione del governo sul tema della Costa Concordia: “Il relitto della Costa Concordia è di proprietà della Carnival, società armatrice, sede legale Londra. E’ la Carnival che deve decidere in quale porto italiano condurre il delitto per smaltirlo, assumendosene la responsabilità. Non deve accadere né che la nave sia smaltita all’estero, né che la responsabilità di questa fase ricada sullo Stato”.

Infine, parlando dell’Ilva, Galletti ha detto: “Attuando il piano ambientale presentato da Bondi e autorizzato dalla Corte dei conti, l’Ilva può diventare, da tragedia che era, una sfida affascinante. Ai tarantini vogliamo però dare la certezza che l’Ilva, se rinascerà, lo farà come un gioiello ambientale”.

Oggi si continua con un serrato programma di convegni e workshop: tema centrale, la ripresa e l’occupazione.

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