Da Ancona al museo di Longiano, sequestrata la panchina della discordia: due indagati

Dopo il restauro di piazza Cavour era finita in esposizione al Mig: i carabinieri del nucleo Tpc l'hanno riportata a casa, sullo schienale c'è l'incisione del Bollettino di Diaz. Ora parola al Riesame

La panchina sequestrata al Mig di Longiano

La panchina della discordia è tornata a casa. I carabinieri del nucleo Tcp (Tutela Patrimonio culturale) di Ancona, su disposizione del gip e su richiesta della procura dorica, l’hanno sequestrata dal Mig, il museo della ghisa di Longiano (Forlì-Cesena) per riportarla nel capoluogo marchigiano.

Panchina fantasma

Si tratta di una delle 67 panchine storiche, realizzate nel 1920, prelevate durante la riqualificazione di piazza Cavour (completata nel luglio 2016) per essere restaurate da due ditte che si sono occupate dell’opera per conto del Comune di Ancona. Cinque di queste hanno un valore particolare e godono di un vincolo artistico, dal momento che sullo schienale riportano l’incisione del Bollettino della Vittoria con cui il generale Armando Diaz il 4 novembre 1918 annunciò la sconfitta delle truppe austro-ungariche e la fine della prima guerra mondiale. Quattro sono state riconsegnate e si trovano ai lati di piazza Cavour, una no. Per motivi al vaglio degli inquirenti, fino a pochi giorni fa era esposta al Mig di Longiano, dov’era arrivata a pezzi per essere riassemblata.

L'inchiesta

A sollevare il caso, nell’ottobre scorso, era stata la consigliera della Lega, Antonella Andreoli, con un’interrogazione in consiglio comunale. Da lì è partita l’indagine, coordinata dal pm Paolo Gubinelli, che ha portato al sequestro preventivo della panchina per la quale sono indagati due imprenditori, accusati di averla illecitamente rimossa e ricollocata nel museo: il titolare di un’impresa di costruzioni di San Paolo di Jesi e quello di una ditta di Longiano che all’epoca ricevette in subappalto il restauro degli arredi urbani. Eseguì l’opera con perizia, ma avrebbe trattenuto lo schienale della quinta panchina - quella particolarmente deteriorata, con l’incisione del telegramma di Diaz - per ricostruirla con altri pezzi, per poi donarla al Mig. L’inchiesta potrebbe allargarsi e coinvolgere tecnici e dirigenti del Comune di Ancona perché, secondo i primi riscontri dei carabinieri del nucleo Tpc, guidati dal maggiore Carmelo Grasso, nel carteggio non è stato rinvenuto il nulla osta della Soprintendenza al restauro delle panchine storiche che, sempre secondo gli inquirenti, andava chiesto e ottenuto con una procedura distinta rispetto alla riqualificazione della piazza. Contro il sequestro della panchina in stile liberty uno degli indagati ha presentato istanza al tribunale del Riesame

La replica della Lega 

Immediata la replica dei consiglieri Marco Ausili, Antonella Andreoli e Maria Grazia De Angelis del gruppo Lega-Mns: «L’Amministrazione vuole che Ancona sia nominata Capitale Italiana della Cultura? Cominci a non disperdere il patrimonio culturale - scrivono -. Negli ultimi mesi, ad esempio, per l’incuria dell’Amministrazione, la città ha perso: la famosa panchina in ghisa del 1920 di piazza Cavour con il Bollettino della vittoria della Prima Guerra Mondiale, i due storici lampioni in ghisa di piazza Diaz, l’Atelier dell’Arco Amoroso e la Biblioteca Benincasa. Un risultato catastrofico. La panchina di piazza Cavour è stata sequestrata al Museo della Ghisa di Longiano. Come ci fosse finita sembra non saperlo nessuno dei componenti dell’Amministrazione, tant’è che in risposta alla consigliera Lega Antonella Andreoli, durante il Consiglio comunale del 23 settembre 2019, l’assessore Manarini aveva detto che quella di Longiano era solo una copia dell’originale. I lampioni di piazza Diaz non erano stati manutenuti da almeno quarant’anni, pertanto sono stati rimossi con urgenza e sono tenuti rinchiusi nei magazzini di AnconAmbiente ormai da due anni, senza che siano stati ancora ristrutturati. L’Atelier dell’Arco Amoroso, sede centrale di tante e lodevoli iniziative culturali, slitta la sua riapertura a data da destinarsi, mentre nessun intervento è stato ancora eseguito alla Biblioteca Comunale, chiusa da circa otto mesi per mancato rispetto di norme di sicurezza». 

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