La piazza fiore all’occhiello del quartiere: «L’abbiamo subita, qui c’erano altre priorità»

Un viaggio nel quartiere delle Palombare insieme a chi ci lavora da decenni. «La nuova piazza? Non siamo contro, ma bisognava partire da altre priorità»

L'area giochi nella nuova piazza

ANCONA - I giochi ci sono, le protezioni per impedire che i bambini fuggano in mezzo alla strada ancora no. La piazza delle Palombare, in via di completamento e progettata insieme ad alcuni residenti, fa discutere chi lavora a ridosso del cantiere. «Non era questa la priorità del quartiere» dicono all’unisono il parrucchiere Cristiano, la farmacista Arianna, la tabaccaia Larissa e il residente Enzo (GUARDA IL VIDEO). 

«Questa piazza l’abbiamo subìta»

«La piazza era voluta dai residenti che avevano comprato le case di nuova costruzione, ma alcuni di loro sono già andati ad abitare altrove – spiega Larissa Capitoli-praticamente questa piazza l’abbiamo subìta e ci stiamo ancora riprendendo da un periodo in cui i lavori ci hanno fatto crollare il fatturato anche del 70%. Fino a ottobre infatti, per 6 mesi, la gente vedeva le recinzioni e pensava fossimo chiusi». La tabaccheria, che dal 14 ottobre è stata spostata di qualche metro come da progetto, è diventata anche edicola: «L’edicolante che c’era prima ha chiuso, perché qui non riusciva ormai più a lavorare, ci siamo organizzati per dare un servizio al quartiere». Il problema maggiormente sentito è quello dei parcheggi. La piazza sorge dove prima c’erano circa 120 posti. Il Comune prevede di ricavare altre 16 aree di sosta lungo via Amurri, che si aggiungeranno ai 28 disponibili in via Cipolloni e ai 26 rimasti sulla piazza. «Ce n’erano comunque 120 prima, 80 disegnati e poi c’era anche una doppia fila che però non dava fastidio a nessuno- spiega Larissa- qui c’è il giudice di pace, gli avvocati che venivano da noi per comprare la marca da bollo restavano parcheggiati anche mezza giornata. Questa clientela è andata persa. Non so dire se la piazza porterà un nuovo giro di clientela, è una scommessa, ma che non abbiamo scelto noi di fare. Se avessi detto che non ero d’accordo sarebbe cambiato qualcosa? Dopo lo spostamento del fabbricato inoltre abbiamo speso di tasca nostra i soldi per gli allacci e l’arredo, più o meno 50mila euro finora». E poi: «Ci sono dei locali sotto al porticato chiusi. Ero interessata- aggiunge Larissa- ma mi è stato spiegato che sono ad uso artigianale e non compatibili con la mia tabaccheria, per cambiare l’uso bisognava aspettare la realizzazione completa della piazza. Se fossero locali commerciali la gente sarebbe anche invogliata a venire qui perché troverebbe negozi. Sono positiva, ora spero che anche questo si realizzi». 

La petizione

Anche la farmacia Mercuri ha avuto problemi con il cantiere: «La piazza è una cosa positiva per il quartiere e preciso che non siamo “contro”- spiega Arianna Mercuri- ma tra gennaio 2019 fino a settembre siamo stati blindati perché hanno chiuso la viabilità e abbiamo perso più del 50% di clientela. Abbiamo attivato una petizione, perché la gente non poteva fermarsi qui davanti neppure per prendere le bombole d’ossigeno. Abbiamo rotto le scatole e hanno riaperto il transito». Il problema ora è sempre il parcheggio e non solo per la scarsità di posti: «Ci sono i cartelli per la sosta massima di 30 minuti, ma nonostante la vicinanza del comando della municipale, nessuno passa a controllare». Il resto succede quando piove. «Il porticato si riempie di acqua perché il livello della piazza è stato alzato e il flusso defluisce davanti alla nostra attività». 

«Altre priorità»

La memoria storica del progetto Palombare è Cristiano Petrini. Ha comprato il salone in cui lavora nel 2000, attirato dal progetto iniziale (fine anni ’90) che avrebbe trasformato il quartiere in zona residenziale, finché la crisi del mattone ha fermato le cose nel corso degli anni. Ora c’è il progetto definitivo (rivisto anche negli importi d'appalto) e vicino alla completa realizzazione, con l'area giochi che è già pronta. «C’è un bel disegno, belle cose, ma ci si perde in un bicchier d’acqua perché le priorità per il quartiere sono altre». Su tutte, spiega Cristiano, il tratto di via Palombare mai completato nella parte finale e che condurrebbe i mezzi delle municipalizzate in zona direttamente su via della Marina, sgravando il quartiere dal traffico. «L’area giochi poi poteva essere fatta nel terreno davanti la chiesa delle Palombare, che è di proprietà comunale- aggiunge Cristiano- lì ci sono gli alberi che d’estate riparerebbero i bambini, mentre l’attuale piazza poteva restare un parcheggio». 

Il caso arriva in consiglio comunale

Quartiere dei paradossi, la piazza seriva davvero? (VIDEO)

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