Il Palaveneto chiude per lavori, sgombero delle società: «Ce l'hanno detto il 31 dicembre»

La protesta di Marco Cappellini, istruttore di boxe dell'Upa: «Nessun preavviso». Via anche la pallamano dell'assessore Guidotti: «Interventi necessari per tutelare un patrimonio della città»

Il palazzetto dello sport di via Veneto

«Mi hanno comunicato il 31 dicembre, senza un minimo di preavviso, che il Palaveneto non riaprirà e quindi nemmeno la palestra. Ma sono abituato a lottare per portare avanti questo sport, solo gli addetti ai lavori sanno quanto sia difficile. Quindi non mi arrendo e continuerò a portare avanti il nome di Ancona e dell'Upa». Marco Cappellini, istruttore dell’Unione Pugilistica Anconetana, non nasconde il suo disappunto dopo la decisione, annunciata dal Comune, di chiudere per lavori il palas di via Veneto.

Una scelta improvvisa, dovuta ai rilievi effettuati dalla nuova società che gestisce gli impianti energetici cittadini dopo la rescissione del contratto con il precedente gestore per gravi inadempienze: non potevano più essere rinviati gli interventi di manutenzione (ancora da quantificare nell’importo di spesa) dell’impianto termico della struttura. Così, l’assessorato allo Sport ha deciso di anticipare i tempi e far partire i lavori già a gennaio, insieme a quelli da 150mila euro (previsti in primavera) per la sistemazione di spogliatoi, infermieristica e sala pesi. Dunque, il Palaveneto chiude i battenti fino a tempo indeterminato e le società che ne usufruivano dovranno trovare una nuova casa: tra queste, il minibasket della Cab Stamura, la Decima Legio di jujitsu, la danza giovanile dell’Agga, la pesistica della Sef Stamura, la Gs Adriatico Basket e l’High School Basketball per disabili, oltre al Cus Ancona pallamano allenato proprio dall’assessore allo sport Andrea Guidotti che, d’ora in poi, disputerà le partite casalinghe del campionato di serie B nella struttura del Cus di Posatora.

«Tutte le società sono state avvertite e si sta cercando insieme una soluzione alternativa - spiega Guidotti -. I dirigenti sono stati molto collaborativi, hanno capito che questi lavori andavano fatti necessariamente per salvaguardare un impianto a cui tutti teniamo perché è un patrimonio della città che l’Amministrazione vuole tutelare». Certo i disagi non mancano, ma le varie società si sono dette disposte a sopportarli, purché il Palaveneto diventi più funzionale e riapra il prima possibile: «Contiamo di restituirlo agli anconetani per settembre, i lavori partiranno subito», conclude Guidotti.  

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