Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Baraccola / Via Franco Scataglini

Auchan Ancona: nasce su Facebook la pagina “Licenziatusurela”

I lavoratori Auchan di Ancona si riuniscono su Facebook e danno vita alla pagina "Licenziatusurela", per difendere le ragioni dei 65 dipendenti per cui si è aperta la procedura di mobilità: "Ci vorrebbe una protesta"

L'immagine del profilo Facebook

I lavoratori del centro commerciale Auchan di Ancona si riuniscono su Facebook e danno vita alla pagina “Licenziatusurela”, per difendere le ragioni dei 65 dipendenti per cui si è aperta la procedura di mobilità (sui 250 complessivi) così come annunciato dall’azienda. Ne dà notizia il Resto del Carlino.

Ecco le motivazioni del gruppo dell'ipermercato di via Scataglini, così come annunciate sulla pagina del popolare social network:

“65 dipendenti Auchan da licenziare su 250, più di 1 possibilità su 4 di essere baciati dalla sorte, molto più facile che beccare il Gratta e Vinci fortunato o, peggio ancora, di vincere la Lotteria di Capodanno! Chissà cosa si prova ad essere nel mirino del destino con così buone possibilità? Peccato, proprio stavolta che vorremmo avere la misera probabilità di vincere al Superenalotto ce ne tocca una molto più alta.

Il Direttore dell'Ipermercato, con posa ducesca e un leggero sorriso da pescecane, ha spiegato al Tg3 che “...abbiamo uno scenario di consumi molto grave e difficile... e una riduzione del potere d'acquisto di tutte le famiglie...” così lui, da buon stratega del marketing, da grande esperto delle strategie commerciali cosa fa? Inventa qualcosa per vendere di più? Rivoluziona l'offerta per venire incontro a quel potere d'acquisto così ridotto? Beh, dovrebbe, non l'hanno messo lì apposta? Invece no, certo che no, troppo difficile, non è nel suo Dna, i Direttori bravi, se mai ce ne sono, lavorano altrove. Facile fare il direttore quando lo “scenario dei consumi” tira, quando è “grave e difficile” meglio licenziare.

[…]

Hanno permesso tutto agli ipermercati: hanno permesso di rovinare il commercio di piccoli e medi esercenti, di svuotare i centri delle città, hanno permesso di allungare gli orari a dismisura, turni massacranti per gli addetti, hanno permesso di stare aperti tutte le domeniche e tutte le festività dando un ennesimo colpo al piccolo commercio, hanno permesso di non assumere più, di far lavorare a chiamata, un mese, un giorno, perfino qualche ora, regalare un piccolo osso da rosicchiare al cagnolino-lavoratore e ora è il momento di ripagare la città, la società di tutti questi favori: licenziamo!
Non sono bastati i 15 pre-pensionamenti e non illudiamoci, non basteranno questi 65 licenziamenti, tra l'altro, ma è ormai irrilevante, non giustificati da un calo del fatturato così elevato come vorrebbero far credere. Il disegno è chiaro: spingere sempre più avanti il confine di quello che Auchan, il suo Direttoreragionieretagliateste e tutti quelli come lui potranno osare chiedere e ottenere. In nome di cosa? Dell'occupazione? Del benessere? Della salvaguardia del posto di lavoro?

Occorrerebbe una forte protesta, dentro e fuori l'Auchan, ma non scherziamo, meglio sperare di essere tra i fortunati 185 che resteranno, e poi, via, è tempo bello, si può andare al mare e... l'Italia è alle semifinali...”
 

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