Cronaca

Pene corporali e abusi sessuali sulle figlie, sotto accusa padre padrone di 58 anni

Il padre padrone è finito sotto procedimento penale con accuse pesantissime: riduzione in schiavitù e violenza sessuale aggravata. Lunedì 13 Luglio si terrà davanti al Gup la prima udienza dove l'indagato dovrà difendersi dai reati contestati

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Per tutta una vita ha segregato, picchiato e molestato la moglie e le sue figlie. Sarebbe stato capace di punire la bimba di 2 anni per aver fatto pipì a letto, appendendola per i piedi con una corda alle gambe di un grosso armadio rovesciato. Sarebbe stato capace di pretendere rapporti sessuali, addirittura completi, con la figlia di 7 anni, che riuscì a divincolarsi solo dopo aver urlato per il dolore. Sarebbe stato capace di prendere per i capelli un’altra figlia (16 anni) trascinandola per casa perchè si era presentata a casa senza il velo. Avrebbe trasformato la vita della sua famiglia in un luogo di torture psicofisiche. Fino al 2011, quando una delle bambine consegnò alla maestra un tema, che in realtà si rivelò un racconto dell'orrore. Uno scritto sufficiente a mettere in moto la macchina dei Servizi Sociali, fino a quando lui, padre padrone marocchino di 58 anni, è finito sotto procedimento penale con accuse pesantissime: riduzione in schiavitù e violenza sessuale aggravata. Lunedì 13 Luglio si terrà davanti al Gup la prima udienza dove l’indagato dovrà difendersi insieme al suo avvocato Umberto Gramenzi. 

Dovrà rispondere di tutti quegli anni in cui ha picchiato la moglie. A partire dal 1988 quando i coniugi si trasferirono dal Marocco a Polverigi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Ancona, calci e pugni facevano parte del suo modus operandi per annientare una donna a cui era proibito qualsiasi contatto con l'esterno, anche con i proprio genitori. Era il 1993 quando lei chiese il permesso per andare in patria a trovare i suoi. Lui minacciò di farla a pezzi con un coltello, inseguendola per tutta casali no a che lei non riuscì a fuggire attraverso la finestra del bagno, per poi passare i 3 giorni successivi in strada. Un uomo sempre alla ricerca della più totale obbedienza e riverenza. Se no erano botte. Secondo le accuse il marocchino avrebbe anche tentato di abusare sessualmente di alcune delle sue figlie, palpeggiandolo in parti intime e cercando anche veri rapporti sessuali, magari quando la madre non c'era perchè in ospedale a farsi curare i lividi. Un mondo fatto di abusi che più diventavano umilianti, più erano difficili da denunciare. Rimaneva la fuga, messa in atto da due figlie nel 2004 dopo essere diventate maggiorenni. 

Loro, nonostante le cicatrici, poterono scoprire il mondo. Ma senza abbandonare i contatti con le sorelle più piccole, con cui si comunicava via cellulare o computer. E se il 58enne lo scopriva finiva male. Nel 2008, avrebbe sorpreso una delle ragazze a parlare con una delle sorelle più grandi ormai fuori casa. Le conseguenze furono troppo pesanti: sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il padre la bastonò ripetutamente sulle gambe con un bastone di legno. L'incubo finì solo qualche anno fa, quando un minuscolo racconto di quelle vessazioni arrivarono ad un'insegnante. Oggi le bambine vivono una loro vita in una struttura protetta, mentre ad il 58enne marocchino dovrà rendere conto ad un giudice. 

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