Falconara, padre e figlia disabile costretti a dormire in spiaggia

L'odissea di un padre di 54 anni sfrattato dal Comune e che vive in barca dallo scorso luglio. Oggi c'è stato un sopralluogo di vigili urbani e Capitaneria di Porto sulla spiaggia di Villanova per un accumulo di rifiuti

La baracca in spiaggia

Una notte passata al riparo di una coperta cerata utilizzata a mo' di tenda canadese all'interno di una barca. È un cantiere aperto quello attorno all'imbarcazione di un albanese di 54 anni, che da mesi vive in spiaggia e ha ingaggiato un lungo braccio di ferro con il Comune per avere un alloggio degno di questo nome. L'uomo, disoccupato dal un paio d'anni, fino allo scorso giugno, viveva con moglie e figlia disabile in un appartamento di emergenza a Villanova. Stabile dichiarato inagibile per problemi sanitari dallo stesso Ente che ne ha chiesto e ottenuto lo sgombero.

Una situazione parecchio ingarbugliata. Il Comune ha trovato una sistemazione a moglie e figlia in una comunità nel Pesarese, mentre l'albanese è costretto a dormire in spiaggia. Il Tar, al quale l'uomo si è rivolto avvalendosi del gratuito patrocinio, ha sospeso l'ordinanza ma l'amministrazione comunale ha fatto opposizione. In attesa di un responso e con l'inverno alle porte, l'uomo ha deciso di rinforzare il suo riparo. Ha raccolto legna e bancali, ha costruito una sorta di architrave sopra l'imbarcazione e ha utilizzato una coperta cerata per allestire il tetto. C'è di più. La figlia, ancora minorenne, frequenta le scuole superiori falconaresi ed è costretta a percorrere un'ottantina di chilometri al giorno, tra andata e ritorno. Deve inoltre sottoporsi a frequenti visite mediche all'ospedale di Torrette. A detta del padre, la notte di Ognissanti l'ha passata in spiaggia visto che oggi, lunedì 2 novembre avrebbe avuto appuntamento con il medico.

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Legname e altro materiale (sedie in plastica, coperte, mobilio) raccolti non sono passati inosservati ai marinai della Capitaneria di Porto che questa mattina hanno allertato il Comune. In sopralluogo, vigili e guardia costiera. L'uomo ha promesso di sgomberare quanto prima la spiaggia e di limitarsi a occupare la barca. Della vicenda sono stati informati sia i Servizi Sociali che l'Ufficio Ambiente. Nel frattempo l'appartamento di Villanova resta vuoto. Il Comune aveva riscontrato diverse criticità: la ringhiera di un balcone pericolante, la caldaia e impianto elettrico non a norma, l'impianto idrico rotto in più punti, eternit. Anziché optare per riparazioni, si è deciso per lo sgombero. Una soluzione che comunque, visti gli esiti, non sarà a costo zero per l'Ente. Per resistere in giudizio è stato assunto un impegno di spesa di 7.500 euro tra avvocato e spese. Oltre al costo dell'alloggio di due persone in comunità.

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