Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Ozono per curare il cancro, paziente muore: fisioterapista a processo

È stato rinviato a giudizio un osteopata che somministrava farmaci anche autoprodotti senza averne i titoli. L’uomo è accusato di omicidio colposo, esercizio abusivo della professione e anche violenza sessuale

ANCONA – Aveva un nutrito gruppo di pazienti che si facevano curare con punture di ozono, medicine da lui autoprodotte, non sempre di buona qualità, per combattere infezioni e patologie come il cancro. Anche per gonfiare il seno avrebbe usato gas. Una specie di “santone” che non aveva nemmeno l’abilitazione per fare il medico. Andrà a processo con l'accusa di esercizio abusivo della professione medica, somministrazione di medicinali guasti, omicidio colposo, somministrazione di droga dello stupro e violenza sessuale aggravata, un fisioterapista-osteopata di Fabriano. L'uomo, 58 anni, avrebbe curato pazienti con trasfusioni di sangue, ozonoterapia e medicinali da lui autoprodotti e deteriorati. Tre donne sarebbero state anche abusate sessualmente dopo che lo stesso avrebbe somministrato loro un allucinogeno tale da inibire in loro ogni controllo e volontà. La gup Francesca De Palma ieri lo ha rinviato a giudizio è il processo si aprirà il prossimo 8 novembre.

Tre pazienti si sono costituiti parte civile, una è la presunta vittima dello stupro. I fatti di cui è accusato il fabrianese sarebbero avvenuti nell'arco di tutto il 2021. Ad ottobre dello scorso anno era arrivato per l'osteopata l'interdizione della professione e il sequestro dello studio. Un provvedimento cautelare di massima urgenza che aveva emesso il gip su richiesta della procura nell'ambito dell'operazione denominata “Anatomy”. Il 18 febbraio del 2021 era morta una sua paziente di tumore. Aveva 91 anni ma l'anziana si sarebbe fatta curare dal 58enne seguendo procedure che l'avrebbero allontanata dalle cure degli oncologi che l'avevano in terapia e secondo i quali era necessario un intervento chirurgico per asportare un tumore all'intestino diagnosticato. Stando alle accuse invece la 91enne si sarebbe curata con l'ozonoterapia, facendo dieci iniezioni che l'osteopata le avrebbe somministrato insieme ad altri antibiotici. Il fisioterapista le avrebbe impedito di curarsi così con i farmaci che veri medici le avevano prescritto. Dopo una segnalazione dei familiari della donna i militari avevano avviato una indagine sul 58enne facendo venire a galla tutte le contestazioni in oggetto al processo che si aprirà il prossimo 8 novembre. Almeno 14 persone sarebbero state abbindolare da terapie curative che lui non poteva disporre. Secondo i carabinieri che hanno indagato sul caso, il fisioterapista avrebbe indotto le persone che si rivolgevano a lui a tacere sui trattamenti ricevuti. Contestati dagli inquirenti l'utilizzo di ozono di pessima qualità, trasfusioni, infusioni di sangue in ambulatorio con effetti collaterali gravi, antibiotici preparati in modo galenico e iniezioni di gas ossigeno per aumentare il seno. L'imputato, difeso dall'avvocato Andrea Migliarini, respinge le accuse. Ieri non era in tribunale e ha mandato un certificato per chiedere un rinvio della udienza preliminare perché affetto da attacchi di panico. La gup non lo ha concesso. Tre le vittime parti civili che si sono costituite con gli avvocati Mauro Diamantini, Ruggero Benvenuto e Piergiorgio Trinei. Avrebbero avuto conseguenze per le terapie sottoscritte. I carabinieri ne avevano trovate 14 di persone “curate” dal fisioterapista, tra Fabriano, Ancona, Chiaravalle, Senigallia, Camerino, San Severino Marche e Loreto. La verità sarà stabilita al processo.

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