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Cronaca

Ottobrata infinita, oltre al caldo si prolungano anche i sintomi della sindrome da cambio di stagione

Sbalzi d’umore, ansia, disturbi del sonno, irritabilità, stanchezza e astenia. Sono tutti sintomi riconducibili al cambio di stagione che non arriva mai. Ma tranquilli: si risolverà tutto quando entrerà l’autunno

ANCONA - C’è chi ancora non si arrende alla tintarella e a qualche bella bracciata in mare. Per la maggior parte delle persone l’estate infinita ottobrina è una manna dal cielo. Ma per altri, seppure una minoranza, è l’equivalente di una tegola in testa. Chi soffre della più comune sindrome da cambio di stagione non se la sta passando bene. Anzi, il prolungamento della bella stagione coincide con un altrettanto prolungamento di alcune sintomatologie piuttosto fastidiose. «Sbalzi d’umore e un’inflessione verso il tono depressivo, ansia, disturbi del sonno, irritabilità, stanchezza e astenia - spiega Katia Marilungo, presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche -. Generalmente sono questi i sintomi che si ritrovano di più». 

Le cause

A provocare la serie di disturbi non è altro che l’anticiclone ancora presente su tutto il Paese e che non accenna ad arrendersi. Per molti un motivo di gioia, soprattutto per chi può approfittare delle belle giornate per fare un salto al mare. Mentre per altri si traduce in un disagio alquanto antipatico. «Per alcuni si tratta di un momento critico, con variazioni nel tono dell’umore - continua la psicologa -. Purtroppo il fatto che questo cambio stagione non stia mai avvenendo fa sì che questa fase transitoria, solitamente di qualche settimana, si stia prolungando molto».

I rimedi

Seppure la sensazione di straniamento sia poco piacevole, non c’è bisogno di ricorrere a particolari cure. «Solitamente queste sintomatologie rientrano con il cambio definitivo della stagione - assicura la presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche -. Molti pazienti spesso ricorrono agli integratori. Chiaro che se dietro a tutto questo c’è una patologia più grave il problema non scompare da solo». Guai, quindi, a ricorrere a medicinali se non c’è una prescrizione medica derivante da patologie conclamate. «Fuori da casistiche riconosciute da appositi specialisti non ce n’è alcun bisogno - afferma Marilungo - chi soffre di questa sindrome in genere sono persone con una sensibilità più spiccata, ma nulla di preoccupante».

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