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Tradizioni da leccarsi i baffi, Slow Food premia le Osterie: dove andare nelle Marche

Il chilometro zero, l'esaltazione di un territorio da raccontare attraverso i piatti: i requisiti per conquistare la Chiocciola nella seguitissima guida

L'identità territoriale nel menu e nel piatto. Una cucina che esalta i prodotti a chilometro zero ma senza rinunciare all'innovazione. E senza spendere un patrimonio. Slow Food ha lanciato questa mattina al Salone del Gusto di Torino la guida alle Osterie d'Italia 2019 e tra le 279 Chiocciole assegnate quest'anno si confermano gli otto locali marchigiani che già si erano fregiati di questo titolo lo scorso anno. «Una guida dall’identità sempre più forte - scrivono da Slow Food - dove a essere protagonisti sono le vere osterie di un tempo e moderne. Luoghi dove non solo si mangia bene ma si sta bene. Luoghi popolari dove le grandi materie prime del territorio sono proposte in piatti che guardano a tradizioni antiche a un prezzo accessibile a tutti. Luoghi fatti innanzitutto di persone e di storie». Delle 8 Chiocciole marchigiane, ben 3 sono della Provincia di Ancona. Andiamo a vedere chi sono.

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