Sinergia e rivoluzione chirurgica, la risposta di Torrette nell'emergenza Covid

Di fronte alla pandemia, l'ospedale regionale non ha mai interrotto gli interventi urgenti. In arrivo l'ultima versione del robot Da Vinci

Foto di repertorio

E’ sinergia la parola chiave alla base degli importanti risultati ottenuti dagli Ospedali Riuniti di Ancona e l’Università Politecnica delle Marche. Un concetto ribadito nel corso della conferenza stampa svolta nell’Auditorium Totti degli Ospedali Riuniti dove si è parlato della risposta della chirurgia generale di Torrette di fronte alla pandemia. «Questa sinergia - ha detto il direttore generale Michele Caporossi - è alla base dell'esistenza della nostra azienda. Un’azienda ospedaliero-universitaria integrata, nella quale didattica, ricerca, assistenza e formazione si fondono insieme e questo ci permette di essere una grande scuola oltre che una grande squadra per tutto il sistema sanitario della Regione Marche e non solo. Lo abbiamo dimostrato in questa ultima evidenza Covid, dove siamo riusciti a proiettarci, proprio grazie alle sinergie messe in campo, su un panorama più generale che oggi ci fa essere al centro dell'attenzione per la realizzazione di altre specializzazioni. I nostri sono stati risultati importanti per niente scontati durante l'era Covid. Siamo riusciti a fare in modo che le cose andassero al meglio possibile di fronte ad un nemico sconosciuto ottenendo risultati tangibili. E anche la chirurgia ha fatto la sua parte». 

«Il concetto dell'integrazione tra Università e Ospedali Riuniti - ha detto il professor Gian Luca Gregori, rettore Univpm - è fondamentale. La riorganizzazione fatta a dicembre tra Chirurgia generale e Chirurgia d'emergenza è stata infatti determinante per affrontare l'emergenza Covid. Dal punto di vista dei risultati, la ricerca ci sta premiando al punto di essere stati inseriti, grazie ai risultati conseguiti dal professor Guerrieri, nel top delle Università mondiali. Siamo tra i primi mille su oltre 20mila università censite. Così anche per l’occupazione, come università a livello nazionale, siamo ben sopra la media». «È stata una intuizione dell'Università Politecnica e della Direzione Generale degli Ospedali Riuniti fondere queste due unità creando un gruppo unico, un pool di chirurghi che potesse lavorare al massimo - ha sottolineato il professor Mario Guerrieri, direttore Sod Clinica Chirurgia Generale e d'Urgenza e presidente Sice Chirurgia Endoscopica -. Soprattutto in questo periodo di emergenza abbiamo costituito un gruppo che ha potuto far fronte sia alle urgenze Covid che alle urgenze no-Covid. Inoltre la chirurgia dei tumori è stata sempre attiva a Torrette. Insomma, esiti assolutamente positivi anche durante il Covid, in cui si è operato in sicurezza secondo precisi protocolli che ci hanno permesso di fronteggiare al meglio i rischi per il personale: pazienti asintomatici operati durante il periodo di incubazione, aerosolizzazione del virus, presenza del virus nel tratto gastroenterico e i rischi per il paziente al quale spesso le patologie sono state diagnosticate in stadio più avanzato perché il paziente stesso evitava di presentarsi in ospedale anche in presenza di sintomi». 

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La casistica e l’innovazione di intervento della chirurgia di Ospedali Riuniti Ancona sono stati rappresentati in tre studi clinici internazionali: “Laparoscopia in emergenza nell’anziano in era Covid”, “Chirurgia dell’appendicite acuta complicata nel paziente Covid” e “Chirurgia laparascopica del colon durante la pandemia”. Per il professor Marcello D’Errico, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia «questa pandemia ha rafforzato molto l'appartenenza alla Istituzione». D’Errico ha poi voluto ringraziare il direttore generale e il rettore per aver creato due unità di crisi che hanno operato in sinergia per gestire l'evento pandemico. «Un altro aspetto fondamentale - ha detto - è stato il lavoro di squadra tra gli operatori sanitari, senza distinzione tra la componente sanitaria e quella ospedaliera in quanto il nostro unico obiettivo è il miglioramento della qualità della vita». In chiusura, Caporossi ha comunicato l’imminente acquisizione del robot Da Vinci, il più evoluto sistema robotico per la chirurgia mini invasiva.

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