Ospedale Marche Nord, la chirurgia mininvasiva e robotica anche per le attività toraciche

Grazie alla collaborazione della dottoressa Giulia Veronesi è stato eseguito nelle sale operatorie del San Salvatore la prima resezione polmonare robotica per l’asportazione di un tumore maligno

Marche Nord ha aperto le sue porte al confronto con centri di riferimento nazionale. Grazie alla collaborazione della dottoressa Giulia Veronesi, Responsabile della Sezione di Chirurgia Toracica dell’istituto clinico Humanitas di Milano, è stato eseguito nelle sale operatorie del San Salvatore la prima resezione polmonare robotica per l’asportazione di un tumore maligno. La preparazione e l’esperienza consolidata del team chirurgico ha permesso di entrare a far parte di quei pochi centri italiani in cui la chirurgia mininvasiva e robotica viene applicata per tutte le discipline chirurgiche compresa quella toracica, una branca considerata di alta specializzazione.

«Voglio ringraziare la dottoressa Veronesi - spiega Felice Lo Faso, nuovo chirurgo toracico di Marche Nord - tutor e faro per la chirurgia toracica robotica nazionale e internazionale. Un ringraziamento al primario Alberto Patriti per avere messo a disposizione le sue competenze con il robot Da Vinci che ha permesso di eseguire la prima lobectomia polmonare robotica all’ospedale Marche Nord. Un lavoro di squadra e di equipe che permetterà all’ospedale di offrire prestazioni sempre più specialistiche, che poi è quello che dovrà fare sempre più l’azienda ospedaliera».  Numeri in crescita infatti per gli interventi di alta complessità per la chirurgia toracica a Marche Nord: quest’anno le prestazioni sono salite a 129 rispetto ai 112 del 2016 .

«Il lavoro del robot Da Vinci continua ad aumentare - spiega Alberto Patriti direttore della chirurgia generale - di fondamentale importanza il clima che si è creato in azienda, alla collaborazione con i colleghi e all’impegno del personale infermieristico. È un lavoro organizzativo importante per tutti i reparti. Abbiamo creato infatti equipe specializzate dedicate a patologie e malati molto più complessi, che richiedono, dopo l’intervento, un monitoraggio infermieristico e medico pressante. In questo modo riusciamo a dare risposte più veloci a pazienti con gravi patologie. Un investimento importante quello su robot che sta dando i suoi frutti».

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