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Cronaca Falconara Marittima

Droga al posto della pizza. Al capolinea l'operazione “Mare e Monti”: in 16 rischiano il processo

Associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e spaccio. Al vertice della piramide quattro donne rom

FALCONARA – Al vertice dell'organizzazione ci sarebbero state quattro donne, tutte di etnia rom. Un ristorante, a pochi passi dal mare, le avrebbe aiutate a canalizzare meglio la droga che arrivava nel territorio provinciale grazie a due albanesi, uno legato da una relazione sentimentale con una delle rom. E' arrivata al capolinea l'operazione “Mare e Monti” della squadra mobile di Ancona, quella che a settembre di cinque nani fa portò a sei arresti e più di una decina di indagati a piedi libero per un vasto giro di cocaina tra Falconara, Chiaravalle, Ancona e Civitanova Marche. Ieri mattina si doveva tenere l'udienza preliminare per 16 persone, tutte indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e spaccio, davanti alla gup Francesca De Palma ma per un legittimo impedimento di uno degli accusati l'udienza è stata rinviata al 17 aprile. La procura ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio.

L'operazione ha preso il nome dal ristorante di Rocca Priora, oggetto di sequestro da parte della squadra mobile, dopo il blitz scattato il 19 settembre del 2018. Per l'accusa il locale faceva da base operativa all'attività di spaccio messa a segno dal gruppetto. Altro che pizze sfornate, da lì sarebbe passata la droga poi spacciata. A dirigere tutto ci sarebbero state quattro donne rom, aiutate da due albanesi che le rifornivano. La cocaina poi sarebbe stata piazzata sul territorio da altri complici, spacciatori al dettaglio e anche consumatori. Nel 2018 erano stati arrestati in sei, l'esecuzione di misure cautelari per gravi indizi di colpevolezza, riguardavano le rom e i due albanesi. Adesso sotto accusa sono in tutto in 16, otre ai sei di allora altre figure emerse nel corso della indagine. Gli indagati hanno tra i 26 e i 56 anni e rigettano tutte le accuse. Stanto all'indagine invece bastava evocare il cognome “Spinelli” per incutere terrore nei clienti morosi. Nella spirale delle minacce era finito anche un giovanissimo anconetano che si era indebitato per consumare cocaina. Al presunto gruppo criminale avrebbe dato in pegno anche la sua vettura semi nuova, una Alfa Romeo.   

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