Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Usciva dall'ufficio per fare l'assicuratore a partita IVA, scoperto assenteista in Comune

La Guardia di Finanza ha denunciato un dipendente dell'ufficio ai lavori pubblici. Per lui non c'è solo l'accusa di assenteismo ma anche la truffa aggravata nei confronti dell'Ente pubblico

Un dipendente che smarca il cartellino

Si assentava dal lavoro per svolgere la professione di assicuratore in un comune limitrofo al capoluogo. Un’attività illecita perpetrata per 10 anni che, dopo mesi di un'indagine avviata nel febbraio 2016, proprio ieri, ha portato il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona a denunciare L. A., tecnico dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Ancona, ora sospeso dal giudice per 8 mesi. La Procura di Ancona è convinta che l’uomo non solo non avrebbe mai avuto a disposizione l’autorizzazione dell’amministrazione a svolgere un secondo lavoro, di per sé fattibile in alcuni casi specifici, ma anche che facesse l’assicuratore durante l’orario del lavoro da dipendente pubblico. Sulla base delle investigazioni svolte dai finanzieri, sono state accertate irregolarità in 318 giorni su 431 monitorati, periodo nel quale l’indagato si è allontanato dal proprio ufficio di Ancona per circa 800 ore su un totale di 2.850 ore di servizio formalmente dichiarate, con una percentuale oraria di assenza di circa il 28%. Per lui il capo di imputazione é pesantissimo. Non c’è solo l’assenteismo ma anche l’accusa di truffa aggravata nei confronti dell’Ente pubblico e di false attestazioni nell’utilizzo del badge da parte del dipendente. Infatti secondo le fiamme gialle, l’uomo, che avrebbe comunque agito sempre in solitaria, smarcava il cartellino la mattina a Palazzo del Popolo e poi se ne andava, facendo molta attenzione a tornare per smarcare il cartellino all’orario di uscita. Peccato che, secondo le accuse, l’uomo se ne andava dall’ufficio per fare l’assicuratore per un’agenzia privata. Tutto in regola con tanto di partita Iva. Quotidiani gli allontanamenti dall’ufficio di circa 2 o 3 ore al giorno, per recarsi nella propria abitazione, nel proprio ufficio privato o in alcune agenzie assicurative, di cui è risultato attivo collaboratore. Possibile che nessuno di sia mai accorto di nulla all’interno del Comune? Quel che è certo è che le indagini non sono partite per merito di un denuncia, ma per le capacità investigative dell’Unità informativa sul territorio della Guardia di Finanza che, attraverso la sua costante attività preliminare di controllo nelle pubbliche amministrazioni, si sono ritrovati davanti ad un caso di assenteismo. Va detto che per il lavoro svolto, A. L. doveva spesso uscire dall’ufficio, ma allora dovrà anche spiegare ad un giudice come mai gli investigatori, durante i pedinamenti, lo avessero trovato a fare mansioni di tutt’altro genere in territorio extraurbano.

Coordinati dal pm Andrea Laurino, i finanzieri hanno anche eseguito una serie di perquisizioni nell’abitazione dell’indagato e nell’ufficio in cui esercitava l’attività di sub-agente assicurativo. Ora il dipendente accusato di assenteismo dovrà restituire tutti i proventi dell’attività di assicuratore irregolarmente percepiti negli ultimi 10 anni, per aver violato il principio costituzionale di esclusività del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti, rendendosi anche responsabile, sotto questo profilo, di una specifica ipotesi di danno erariale per il mancato versamento dei proventi percepiti alla propria amministrazione. Le fiamme gialle stanno ora cercando di ricostruire tutto il conto su un doppio binario: da una parte i profitti ottenuto con il lavoro da assicuratore che non sarebbero mai dovuti esistere, ma anche il danno erariale maturato in tutte le ore in cui avrebbe dovuto lavorare per il pubblico e non lo ha fatto. L’ordinanza del Gip è stata notificata anche ai vertici del Comune di Ancona, sia per la materiale esecuzione della sospensione dal servizio da parte dell’Amministrazione di appartenenza del dipendente infedele, che per i conseguenti profili disciplinari, tra i quali rientra, in base alla recentissima disciplina normativa (D.Lgs. n. 116/2016, noto come Decreto “Madia”), anche l’ipotesi di licenziamento. L’operazione “Libellula” è stata svolta con la piena collaborazione del Comune di Ancona. I vertici istituzionali hanno condiviso il costante e forte impegno del Corpo nella lotta all’assenteismo nella Pubblica Amministrazione. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Usciva dall'ufficio per fare l'assicuratore a partita IVA, scoperto assenteista in Comune

AnconaToday è in caricamento