Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Operazione “Great Tower”: stroncata attività criminale milionaria

Ventinove persone segnalate all'autorità giudiziaria, un giro d'affari immobiliari milionario, "scatole cinesi" di società intestate a prestanome, banche truffate: tutto riconducibile ad un pregiudicato 66enne

Ventinove persone segnalate a vario titolo all’autorità giudiziaria, un giro d’affari di 60 milioni di euro, “scatole cinesi” di società intestate a prestanome, banche truffate: questo è lo scenario dell’operazione “Great Tower” condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona, che ha portato alla scoperta di un sodalizio criminale riconducibile ad un noto pluripregiudicato ascolano, P.E., di 66 anni.

Le indagini, condotte per oltre due anni, hanno permesso di ricostruire il patrimonio immobiliare acquisito nel tempo dal capo dell’organizzazione (tra cui una villa con un torrione antico, da cui prende spunto il nome dell’operazione) di gran lunga superiore al modesto reddito dichiarato ed, in alcuni casi, intestato a società “cassaforte” gestite da prestanome.  

L’indagato inoltre, sempre attraverso soggetti prestanome e “scatole cinesi” di società, è riuscito ad accreditarsi presso diversi istituti di credito aprendo numerosi conti correnti poi movimentati per oltre 60 milioni di euro e perpetrare una rilevante truffa all’erario per oltre 600mila euro, attraverso indebiti rimborsi IVA, nonché un ulteriore raggiro ai danni di un ignaro istituto di credito per circa 400mila euro.   

L’operazione denominata “Great Tower”, conclusasi oggi, ha consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria maceratese 29 soggetti responsabili a vario titolo di diverse condotte delittuose (associazione a delinquere finalizzata alla truffa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori). Sono state inoltre sequestrate 3 abitazioni indipendenti (di cui una in costruzione ed un terreno del valore di mercato di circa un milione di euro), quote societarie riferibili a 11 società di capitali con sedi legali ed amministrative nelle regioni Marche, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna; 9 autovetture di cui 4 di grossa cilindrata; saldi attivi di 15 conti correnti intestati agli indagati.

Inoltre, dall’esame dell’imponente documentazione bancaria acquisita, è stato possibile rilevare violazioni alla normativa antiriciclaggio per importi rilevanti: sono 10 i funzionari di banca, dipendenti di 9 istituti di credito di rilevanza nazionale, sanzionati per aver omesso di segnalare le operazioni finanziarie sospette per un ammontare di circa 3,7 milioni di euro.
 

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